Il Puma, Alphonso Ford

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Memphis, Stati Uniti. E’ il 4 Settembre 2004.  Alphonso Ford, uno dei forti cestisti a calcare i parquet italiani si spegne a soli 33, stroncato da un brutto, bruttissimo male: la leucemia. 

Quella stessa, dannata malattia, che lo incontrò per la prima volta 7 anni prima, nel 1997. E in quei 7 anni, Alphonso riuscì ad avere la meglio. 7 anni ci son voluti per batterlo. Oggi ricordiamo Alphonso Ford. 

Nato a Greenwood, in Mississippi nel 1971, Ford si innamora subito del basket, diventando in breve tempo una delle stelle più lucenti del suo liceo. Un puro talento, con una forza esplosiva in penetrazione che lo rendono immarcabile. Va nella Mississippi Valley State College, dove diventerà il giocatore simbolo. Per 4 anni, nel campionato collegiale americano (NCAA, ndr) riesce a mantenere la media mostruosa di ben 25 punti a partita. Un record imbattuto e incredibile. 

Fonzie nasce a Greenwood, nel Mississippi, il 31 ottobre del 1971. Fin da piccolo si lascia trasportare dal basket, diventando in breve la stella del liceo locale. Il suo è un talento genuino, la sua esplosività nelle penetrazioni lo rendono letteralmente immarcabile. Presto viene selezionato nel Mississippi Valley State College, un ateneo privo di storia alle spalle, per il quale diventa il giocatore simbolo.

Qui sigla un record incredibile: diventa il primo giocatore NCAA ad avere mantenuto per 4 anni di fila una media di oltre 25 punti a partita. A tratti sembra davvero inarrestabile, la facilità con cui va a canestro è disarmante.

Il problema è il suo college, che pecca di notorietà. Ford non entra nei taccuini degli scout NBA così facilmente come si possa credere. Arriverà nel 1993, scelto al secondo giro del Draft dai Philadelphia 76ers. Avrà ben poche possibilità in campo, e verrà scambiato verso i Seattle Supersonics dove troverà ancora meno spazio. 

Per Alphonso Ford non c’è storia, deve cambiare aria. Vola in Spagna, dove approva al Penas Huesca. Poi in Grecia dove comincia a farsi notare: Inizia allo Sporting Atene, poi al PeristeriAtene, dove gioca anche in Eurolega. Vince il premio come MVP del campionato greco nel 2001, ed è il migliore realizzatore in Eurolega per ben due anni. Il secondo anno con la maglia dell’Olympiacos. 

In Europa tante squadre sono interessate a lui, specialmente la Montepaschi Siena. E sarà una stagione pazzesca per il Puma. Per la terza volta di fila è il miglior realizzatore in Eurolega, dove porta Siena in Final Four. Sarà solo Treviso, altra corazzata del Basket Italiano, a fermare i sogni di gloria di Siena. 

Nel 2003, Ford passa alla Scavolini Pesaro, dove trascina la squadra in finale di Coppa Italia e alla qualificazione in Eurolega. Il Basket Italiano è nelle mani possenti di Alphonso Ford.

Arriviamo a quel maledetto 2004. Pesaro punta tutto su Ford e gli offre un lauto rinnovo contrattuale. Lui però ci pensa. Si dice che ci siano tante offerte da parte di squadre molto blasonate. Ma la realtà è diversa. 

Il Puma annuncia, in una lettera toccante, che non potrà disputare la stagione 2004-2005 con la Scavolini. Le sue condizioni di salute non glielo permettono più. 

Il Basket Italiano è incredulo e si stringe intorno a lui. Dopo soli 9 giorni, la leucemia, quella bastarda, se lo porterà via. 
Quella stessa malattia che gli era stata diagnosticata 7 anni prima ma che non l’aveva mai fermato, ce l’ha fatta. L’ha stoppato sul più bello. 

Quel ragazzo, quell’uomo venuto dal profondo sud americano, ha conquistato l’Europa a ritmo di gran gioco e cuore. Quel cuore che ha messo fino alla fine, anche quando era costretto a riposarsi e ad ingurgitare pasticche su pasticche per combattere quel male che lo seguiva ovunque. 

Pesaro, Siena e tutte le altre squadre non l’hanno mai dimenticato. Il gigante americano ha preso un pezzo di ogni tifoso di queste squadre e l’ha portato via, proprio com’è arrivato. In punta di piedi ma con un’energia incredibile.

Grazie Alphonso.

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