Il cuore battente dell’Inter di Conte

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Dopo un Milan già sceso in campo per UEFA Europa League e la prima vera giornata di campionato, lo scorso sabato è toccato anche all’F.C. Internazionale scendere in campo all’interno di una sfida da batticuore contro una Fiorentina scintillante.

Spesso parliamo di quanto l’Inter ci Antonio Conte sia una squadra ordinata, ben messa in campo, con obiettivi unici e una fame invidiabile. Elementi visti per soli due terzi dei reparti in campo, a causa di una difesa da rivedere dopo i nuovi innesti e primi “veri” esperimenti della nuova stagione.

L’allenatore leccese sceglie un classico 3-5-2 con D’Ambrosio, Kolarov e Bastoni, il secondo per la prima volta posizionato nella posizione di centrale difensivo totale. Una prova che dopo già due minuti mette fredda lo stadio a causa della rete del giovane talento Kouame.

I nerazzurri non demordono e provano a reagire con la loro nota personalità. Passano i minuti riuscendoci grazie a una rete di tutto rispetto del “Toro” Lautaro Martinez, da li in poi viene fuori la vera qualità e personalità dei milanesi che nel secondo tempo passano in vantaggio con un autorete scaturita proprio da un azione del predestinato numero 10.

Conoscendo Iachini è davvero difficile pensare a una resa dei viola che, di fatti, tornano in partita e, dopo pochi istanti, vanno a segno con la terza rete. Il tutto grazie a un Chiesa travolgente anche nella fase difensiva.

Sembra una di quelle serate tristi per il pubblico di San Siro che fissa sul tabellone il 2-3 viola; quello stesso pubblico abituato a ritmi cardiopatici e di fatti quella Inter un po’ pazza viene nuovamente fuori. Dopo ben due parate rispettabili e un tiro pregevole di Barella dalla distanza, è proprio Lukaku (al quale è stato negato in precedenza un rigore con fallo di Caceres su Lautaro definito inesistente dall’arbitro) a firmare il pareggio.

Conte e la sua armata ci credono e questo fattore alla fine ripaga il gruppo. I ragazzi raggiungono l’obiettivo sullo scadere attraverso il proprio talismano, il vice capitano Danilo D’Ambrosio. Il numero 33 mette il punto esclamativo sul 4-3 e consegna i tre punti ai suoi.

Si chiude la seconda giornata di campionato a San Siro, la prima sul campo per la beneamata che con soddisfazione, ma un occhio di riguardo verso un meccanismo difensivo da rivedere, cammina a testa alta rendendo fiero il proprio allenatore grazie alla grande personalità venuta fuori. Quella che solo le grandi squadre sanno avere, le stesse che alla lunga possono davvero osare per scrivere pagine importanti della propria storia.

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