Ibrahimovic tornerà con la stessa fame di prima

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Una nuova stagione ha inizio nel modo più strano possibile e, seppur alcuni incontri devono ancora svolgersi, la prima giornata della Serie A Tim 2020/2021 conferma alcuni aspetti visti con piacere sul finale della season passata (lo scorso luglio).

Una di queste certezze sembra essere il Milan di Mr. Stefano Pioli che ha superato per 2-0 il Bologna di Sinisa Mihajilovic grazie al solito indiscutibile Zlatan Ibrahimovic.

L’11 svedese (si, anche il 21 appartiene al passato ormai) è il punto di forza del club rossonero, un uomo capace di spostare gli equilibri e spingere gli altri ragazzi a dare il proprio meglio.

Un Milan quasi da favola, ma come tutte le favole è arrivato il momento di affrontare la realtà. Viviamo ahimè in un era complicata a causa del Coronavirus e purtroppo Re Zlatan è uno dei profili che ne è rimasto colpito.

Risultato positivo durante l’ultimo tampone, il bomber dovrà stare lontano dai campi per i prossimi quindici giorni, nonostante sia asintomatico. Un problema non da poco per il più antico club di Milano che dovrà fare a meno dell’uomo di punta. Eppure, nonostante tutto, anche a distanza sembra che la mentalità dell’ex Malmoe, Ayax, Juventus, Inter, PSG, Manchester United e LA Galaxy sia entrata nelle teste del resto dei giocatori.

Un importante dimostrazione l’abbiamo vista nella sfida di UEFA Europa League contro il Bodo/Glimt vinta per 3-2 grazie a un immenso Calhanoglu e il giovane Colombo.

In quel di Milanello non hanno mai voluto investire su un vice Ibra, forse perché Ibracadabra è visto ancora oggi come un ever green indistruttibile o perché c’è del serio rispetto nei confronti di giovani di prospettiva come Colombo. La sua rete ha permesso di fatto ai rossoneri di trionfare e procedere con sicurezza nel proprio cammino europeo.

Giovane di prospettiva come diversi nomi della cantera milanista, basti pensare a Daniel Maldini, un nome d’arte che, molto presto, vedremo all’interno della prima squadra.
Mettendo però da parte l’inserimento dei giovani in rosa, la faccenda COVID-Ibra fa riflettere su quanto sia pericoloso per ogni club un infezione.

Pensiamoci bene, un infetto di alto rango può seriamente sconvlgere gli equilibri, cambiare la corsa a un trofeo e la prospettiva stessa di una stagione per un club come (per esempio) il Milan che ha il necessario bisogno di riscattarsi dopo diversi anni di oblio.

Ibra tornerà e lo farà con la solita fame, la stessa che dovranno avere tutti i suoi compagni di squadra. D’altronde lo si evince anche dal suo tweet, divertente, coraggioso che esterna ancora una volta il personaggio, prima ancora dell’uomo e del calciatore.

Non è ancora finita per Ibra e, di sicuro, neanche per il Milan.

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