L’amore per la maglia

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Quanto è probabile incontrare oggigiorno calciatori capaci di sposare una maglia e tenersela ben stretta per gran parte della loro carriera?

Non lo è affatto, esistono però dei casi eccezionali che, quando si presentano, ci lasciano increduli dinanzi tali circostanze. Un esempio è quello che ogni anno (almeno così sembra) coinvolge la capitale e la sua sponda giallorossa con il bosniaco Edin Dzeko.

Il valore della punta ex Wolfsburg e Manchester City è cosa nota, altrettanto conosciute le code di club sempre pronte ad accaparrarsi (o almeno provarci) un talento cristallino come il suo.

Il numero 9 giallorosso è stato per la prima volta vicino a lasciare la  Roma nel gennaio 2018 durante la sessione di mercato di riparazione, quando l’allora Chelsea di Antonio Conte fece carte false pur di tesserarlo. Alla fine però vinsero fede e voglia, gesta che vennero ripagate attraverso l’accesso nella semifinale di UEFA Champions League, all’interno di un percorso che si concluse solo davanti al Liverpool di Jurgen Klopp e l’ex Mohamed Salah.

Una stagione storica che troverà conferma in altre ottime prestazioni della punta, arrivando così all’estate 2019, la prima di Antonio Conte (sempre lui) come allenatore dell’F.C. Internazionale. Il mister leccese ha bisogno di un vice Lukaku per il proprio attacco e Dzeko sembra corrispondere al nome perfetto. Un profilo di primo piano definito a tutti gli effetti come obiettivo. La trattativa sembra ben avviata, le due parti trovano un accordo, ma alla fine tutto salta. Anche qui prevalse l’amore per la maglia e, in particolare, l’aggiunta della fascia di capitano gentilmente ceduta da Florenzi.

Estate 2020, la più strana che l’umanità ricordi per colpa di una pandemia mondiale sconvolgente. La Roma ha una nuova proprietà, vuole rifondare e per farlo ha necessariamente bisogno di distruggere e ricreare per avere così la possibilità reale di ricominciare. Vanno via due elementi chiave come Kolarov e Florenzi, fugge anche Under mentre Dzeko, questa volta, è vicinissimo alla Juventus bisognosa di una punta da affiancare a Cristiano Ronaldo.

Per la terza volta si trova un accordo, la Roma trova anche il sostituto adatto, tutto fila liscio. Poi però i bianconeri scelgono di investire su un vecchio amore chiamato Alvaro Morata, ancora giovane e di costi simili a quelli del bosniaco. La trattativa salta in via definitiva e con essa anche l’approdo del polacco Arkadius Milik nella capitale.

Forse sarà stato un segno del destino o forse no, resta di fatto che, tra incroci assurdi e amori dichiarati, Edin Dzeko è ancora una volta il numero 9 dell’A.S. Roma. Un nome che merita di riecheggiare ancora per diverso tempo nello Stadio Olimpico, nella testa e nel cuore dei suoi tifosi.

Si, calciatori capaci di sposare una maglia (nel bene e nel male) esistono ancora.

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