La Serie A cambia pelle

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Dopo il lockdown che ha costretto noi tutti a un lungo fermo, compreso il campionato, anche quest’ultimo è riuscito a ripartire e, conseguentemente, assegnare in via definitiva i premi di fine stagione.

La Juventus campione d’Italia, l’Inter di Antonio Conte seconda a solo un punto di distacco, Lazio e Atalanta qualificate in UEFA Champions League mentre, per l’Europa League, rientrano società come Milan, Roma e Napoli. Nel reparto salvezza, tornano in serie cadetta, Spal, Brescia e Lecce, con i giallorossi bravi a giocarsi la permanenza nel torneo maggiore fino all’ultimo minuto.

Tra i vari premi ci sono anche quelli singoli con Paulo Dybala come miglior giocatore, Wojciech Szczesny miglior portiere e Ciro Immobile vincitore della classifica marcatori grazie alle sue 36 reti.

Un campionato strano, iniziato nel modo cui siamo stati abituati negli ultimi 90 anni e poi cambiato per le normative mondiali dovute appunto al COVID-19.

Ma come sarà la nuova Serie A?

Il prossimo campionato avrà inizio il 19 settembre e tra le solite, troveremo tre interessanti novità tra cui, Benevento, Crotone e Spal. Le prime due di ritorno e l’ultima esordiente nel massimo torneo.

Nelle conferme ci saranno miglioramenti da apportare per società come Sampdoria e Torino, due grandi delusioni dello scorso torneo, Verona e Sassuolo proveranno a ripetersi dopo le buonissime prestazioni della scorsa stagione, stesso percorso che potrebbe intraprendere anche il Bologna grazie al suo più grande uomo (uno vero) che siede sulla propria panchina, ovvero Sinisa Mihajlovic. La Fiorentina è vogliosa di creare un progetto vincente, il Cagliari pronto a un altro campionato tranquillo con la possibilità concreta di poter osare.

Intanto Milan, Napoli e Roma hanno l’obbligo di riscattarsi e tornare nei piani alti. Pioli è stato confermato sulla panchina rossonera grazie al suo apporto iniziale (indiscutibile allenatore bravo nello sposare progetti utili alla ripartenza e quindi al seminare basi vincenti per un domani; vedi Lazio e Inter) e soprattutto a quel famoso Zlatan Ibrahimovic che, ovunque vada, riesce sempre ad alzare il livello mentale e in campo dei propri compagni.

Il Napoli ha la fortuna di avere un Presidente che crede seriamente in Gennaro Gattuso, quest’ultimo al suo massimo splendore da allenatore e fresco della vittoria in Coppa Italia. Sarà proprio quel trofeo che dovrà portare il club a credere nelle proprie potenzialità per puntare seriamente in un progetto vincente sotto ogni aspetto. Discorso più articolato per la Roma la quale è al momento gestita da una nuova (l’ennesima) proprietà. Nuovi piani da stabilire, assi di mercato da modificare e obiettivi da gestire.

L’Atalanta è ormai una certezza, una squadra giovane e forte con un gioco invidiabile e pauroso in tutta Europa. In questa stagione i bergamaschi avranno di fronte la prova del 9 per confermarsi quello che finora sono stati.

Capitolo Lazio con Simone Inzaghi pronto ad abbracciare nuovi innesti specifici e utili per intraprendere un cammino a testa alta nella prossima Champions League. Un cammino europeo di livello con il tasso agonistico della rosa obbligato ad accrescere dentro e fuori dal campo. Giocatori come Immobile, Savic e Luis Alberto dovranno dare il meglio di se per far capire quanto conti anche la testa e non solo i piedi buoni.

L’Inter conferma Antonio Conte dopo quella che resta di certo una stagione più che discreta (secondo posto in Campionato, semifinale di Coppa Italia e finale di UEFA Europa League contro l’esperienza del Siviglia), una mossa giusta e astuta del suo Presidente Zhang voglioso di investire ancora sul mercato per regalare ai propri tifosi e in primis al proprio allenatore, i tasselli mancanti e utili per puntare alla tanto desiderata vittoria del torneo. I nerazzurri ci riusciranno?

Arriviamo infine alla Juventus, nuovo allenatore, nuova mentalità e di sicuro nuovo progetto. I bianconeri non solo dovranno confermarsi in campionato, ma il reale obiettivo (reale o meno che sia) resta quello di dover regalare al proprio pubblico la coppa dalle grandi orecchie che manca ormai da oltre un ventennio. Il genio di Pirlo potrà sicuramente contribuire, ma come la storia insegna, serviranno anche altri fattori per arrivare alla vittoria finale.

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