Playoff NBA: favorite e outsider del momento sportivo più atteso dell’anno

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Il 17 agosto sono iniziati i play-off NBA, il momento più atteso dell’anno per ogni fan di basket. Dopo lo stop forzato però, chi sono le favorite per la vittoria finale? Sempre le stesse pronosticate prima della pandemia o le particolari condizioni nelle quali si sta giocando potranno portare a cambiamenti e sorprese?

Una panoramica sulle squadre impegnate nei playoff

Prima dello stop che ha interrotto il consueto corso della stagione, i principali bookmakers e addetti ai lavori vedevano giustamente in 3 squadre le principali pretendenti al titolo. Ad Est la franchigia del detentore del titolo di MVP in carica, il “Greek Freak” Giannis Antetokounmpo, e cioè i Milwaukee Bucks, mentre ad Ovest i 2 super team di Los Angeles, i Clippers e i Lakers. Ad oggi in realtà rimangono queste 3 le squadre favorite, data la superiorità sia individuale che di roster. 

Le mine vaganti del tabellone

Logicamente come ogni anno in questa discussione vanno inseriti anche dei possibili outsiders, soprattutto quest’anno, dato che alcune possibili rinunce, casi di positività o fattori simili potrebbero ridurre i roster delle squadre presenti ad Orlando, spostando in maniera decisiva gli equilibri fino ad ora visti durante questa stagione.

Le mine vaganti dei playoff potrebbero essere principalmente 3. Toronto, Portland e Houston per motivi diversi sono squadre che possono impensierire chiunque. I Celtics per il loro gioco ormai collaudato e il gran numero di giocatori talentuosi presenti nel roster, i Trail Blazers per lo stato di forma idilliaco di Damian Lillard e il resto della squadra, i Rockets per quei 2 bravi ragazzi ed ex compagni a OKC, James Harden e Russell Westbrook, capaci di tutto con la palla in mano, con quest’ultimo però attualmente fuori per infortunio.

Le favorite: Milwaukee Bucks

Partiamo da quelli che sono dal mio punto di vista i favoriti, i Bucks. La squadra del Wisconsin sta raccogliendo i frutti di una ricostruzione lenta e graduale e, prima della pandemia, stava vivendo la miglior annata della propria storia dagli anni di Robertson e Abdul Jabbar. La loro percentuale di vittorie era superiore all’80% e il record segnava 53 vittorie e 12 sconfitte.

Uno degli artefici di tutto questo è sicuramente coach Budenholzer, che in questa stagione ha reso l’attacco dei Bucks una macchina perfettamente oliata ed efficiente, nella quale ogni giocatore viene coinvolto nell’azione non solo segnando o servendo assist, ma anche con il solo posizionamento, che se fatto al posto giusto e al momento giusto crea spazio e tempismo per il tiro di un altro compagno di squadra.

Questa schiacciasassi ha il pregio di essere guidata da 2 giocatori come Giannis Antetokounmpo e Khris Middleton, con quest’ultimo che a 28 anni sembra aver raggiunto l’apice sia in termini fisici che di interpretazione delle dinamiche del gioco. A tutto questo va anche aggiunto il fatto che sono praticamente nella top 3 anche nella fase difensiva, con Budenholzer che ha capito di dover concentrare la propria difesa sull’atleticità dei giocatori a sua disposizione, non a caso segnare al suo team sul pitturato è diventato praticamente impossibile, con una media impressionante di stoppate.

Con questo gioco Milwaukee punta a forzare i tiri dalla lunga distanza delle squadre avversarie e di far arrivare la palla a giocatori incostanti e poco precisi da queste distanze, come fatto contro i Sixers e Ben Simmons, da sempre flagellato e criticato per i suoi problemi soprattutto con il tiro da 3 punti. I Bucks peccano però per quanto riguarda la profondità del roster, con alcuni giocatori in rotazione che in gare decisive non saranno in grado di reggere il peso e la pressione di alcune partite.

Infine i Bucks dovranno anche cercare di limitare i compiti difensivi di Giannis per garantire il massimo della resa possibile in fase offensiva, altrimenti già al secondo turno contro un’ipotetica e probabile Miami potranno trovare difficoltà, essendo gli Heat una delle poche squadre che sono riuscite a contenere il greco.

Le favorite: Los Angeles Clippers

Come detto dal loro coach Doc Rivers, “Siamo in missione”. Mai come quest’anno i Los Angeles Clippers hanno la possibilità di scrollarsi di dosso l’epiteto di squadra più sfortunata e meno vincente della storia della NBA. In attacco non servono neanche descrizioni, il talento straborda in questa sponda della città degli angeli, e allo stesso tempo difensivamente possono contare su dei giocatori di altissimo livello, che si stanno trovando a meraviglia anche se è solamente il primo anno che giocano insieme.

In questa stagione che sa di spartiacque, Rivers e il suo staff hanno innanzitutto cercato durante la regular season di limitare le partite di Kawhi Leonard, da sempre un giocatore injury prone,  in modo da averlo al massimo della forma durante i play-off, e nonostante questo l’ex Raptors e Spurs ha comunque tenuto medie altissime (26 punti, 7 rimbalzi e 5 assist), evidenziando in quest’annata un miglioramento nelle sue doti da passatore e la sua solita solidità in fase difensiva.

L’altra stella Paul George quest’anno ha avuto qualche problema fisico ed ha giocato solo 42 partite, beneficiando del lockdown per recuperare, e anche quando era in campo il suo minutaggio è stato limitato, ma ha comunque dato un grandissimo contributo alla squadra, aumentando la sua capacità di spaziatura e attaccando meno il ferro. Giocatore fondamentale per i Clippers è Beverly, che quest’anno data la presenza dei 2 sopracitati ha avuto la possibilità di prendersi qualche tiro aperto in più, e le sue buone percentuali lo rendono una minaccia al pari di Leonard e George, ed inoltre Pat è anche uno dei difensori più aggressivi della lega nell’1vs1.

La squadra inoltre può contare anche sull’usato garantito, nonché uno dei migliori 6° della storia, Lou Williams, che in uscita dalla panchina dà sempre un grande contributo, anche se in attacco prende meno tiri data la presenza di altri grandi tiratori. Quest’anno però sta peccando un po’ in fase difensiva, causa poca concentrazione e, durante i play-off , dovrà essere coinvolto il meno possibile in 1vs1 contro gente del calibro di Harden, Westbrook, James o Davis.

Il backcourt della squadra, composto da Zubac, Jackson e Harrell, per citarne 3, sta dando il suo contributo e questi giocatori stanno giocando la loro miglior stagione da quando si trovano in NBA. I Clippers sono quelli che hanno più da perdere se non dovessero arrivare a vincere l’anello.

Le favorite: Los Angeles Lakers

I Lakers di Lebron James e Anthony Davis sono quelli che più hanno beneficiato del lockdown, che ha permesso ad entrambi di recuperare dagli acciacchi avuti in questa stagione. L’altra faccia della medaglia pero’ è che hanno perso Avery Bradley, che si è rifiutato di giocare, e lo hanno sostituito con JR Smith, che se dal punto di vista fisico può ancora reggere, non dà le stesse garanzie dal punto di vista mentale. 

Vogel comunque in questa annata ha saputo fare una cosa a prima vista semplice ma che è risultata la tattica più efficace possibile: bilanciare. Ha saputo costruire un sistema difensivo molto efficiente, dedicandogli maggiore attenzione, e allo stesso tempo ha saputo lasciare il pallino del gioco in attacco al duo James-Davis che non ha bisogno di consigli, i 2 si trovano alla meraviglia, supportati inoltre dal grande lavoro sporco fatto dai vari Caldwell-Pope, Kuzma e Morris.

Sono la squadra con più motivazione, Davis ha finalmente l’occasione di vincere e Lebron vuole entrare nella storia anche con la casacca giallo-viola.

Marco Eugeni
[Fondamentali]

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