The Bodyguard, il James Bond delle serie tv

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Sguardo ferreo, risposte sibilline, fisico impostato e una presenza costante al fianco di un ministro britannico. Il veterano di guerra David Butt non accenna a smuovere un ciglio ma dentro vive un turbine di emozioni, timori, dubbi, desideri in grado di portarlo spesso in pericolo.

“The Bodyguard” è un giallo moderno con una serie di intrecci in grado di risolversi in sei puntate. Molto poco convenzionale rispetto alle altre serie tv presenti su Netflix, molto ridotta ma pur sempre in grado di sviluppare tutte le storie in circa 55 minuti di girato. David Butt è il protagonista: un James Bond in piena regola, in grado di sfruttare la propria esperienza da veterano in Afghanistan per proteggere il Ministro dell’Interno Julia Montague. E di legarsi a lei da un rapporto di amore e odio.

Tutto inizia su un treno dove una ragazza di origine islamica viene costretta dal compagno a diventare una martire. Butt riesce a operare una buona opera di intercessione e in un colpo solo riesce sia a salvare la ragazza e sia un intero convoglio. Per il suo coraggio viene assegnato come guardia del corpo della Montague, il cui arrivismo politico e gli ideali sono in contrasto con le idee del ragazzo. Qui però esce fuori un complesso intreccio tra criminalità organizzata, vertici politici e servizi di sicurezza che faticherà a contenere e a smascherare.

Il tutto con una recitazione sempre piuttosto composta, dei protagonisti giusti e una sfilza di trame e sottotrame degne appunto dei film di James Bond. In lavorazione la seconda stagione, sarà curioso capire come riprenderanno dopo il sorprendente finale della prima.

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