Atalanta, così l’anno prossimo è scudetto

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Un secondo posto sempre più vicino, una semifinale di Champions accessibile, un percorso partito da lontano che ricorda un po’ lo stesso, con tutte le differenze del caso, del Napoli di Sarri che nel 2018 arrivò a sfilare lo scudetto dal petto della Juve. La sensazione è che l’Atalanta abbia gettato le basi, maturate quest’anno, per un 2020-2021 da assoluta protagonista.

Parlare di miracolo non è più il caso: l’Atalanta oggi è una certezza e da tale va confermata. Questa stagione, già di per sé storica, con il record di gol e probabilmente di piazzamento, nasconde ancora delle sorprese. 

La semifinale di Champions non è un tabù: contro un PSG spento e demotivato da mesi, con una rosa, quella dei parigini, tutt’altro che affiatata, e in una gara secca da novanta minuti, gli atalantini partono addirittura col favore del pronostico. Perché di grandi prove, sul campo, Gomez e compagni ne hanno offerte e come. E arriveranno all’impegno di Champions carichi e motivati, probabilmente imbattuti: esiste, oggi, un team che può fermare la Dea? Facciamo francamente fatica a trovarlo in Italia e nello stesso PSG, prossimo avversario europeo. 

Ma lo ripetiamo, le basi partono qui ed arrivano, in prospettiva, alla prossima stagione. Ancora col Gasp in panchina, ancora con la sua rosa di gregari pronti ad esplodere. Che non implode dinanzi ai grandi campioni, molto spesso sottomessi. Provate a chiamarlo ancora miracolo, quello bergamasco. E riparlatene poi tra un anno. Quando, siamo sicuri, l’Atalanta lascerà attorno a sé terra bruciata.

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