Renato Pozzetto, 80 anni di uno straordinario attore

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Nel giorno della festa nazionale francese, il 14 luglio, il milanese (ma varesino di nascita) Renato Pozzetto festeggia i suoi 80 anni. Diplomato geometra all’istituto Carlo Cattaneo, con Aurelio “Cochi” Ponzoni ha intrapreso le prime esperienze da cabaret: Cochi progetta e inventa, lui ci mette la verve, una vena surreale e il fisico.

Una grande coppia con Cochi Ponzoni

E’ una coppia che alla lontana rievoca Stanlio e Ollio ed ha subito successo; nel ’64 sono già “Cochi e Renato”. Si esibiscono per la prima volta all’Osteria dell’Oca e dopo, insieme a Enzo Jannacci, Felice Andreasi, Bruno Lauzi e Lino Toffolo si riuniscono nel “Gruppo Motore” con cui approdano al Derby di Milano. In meno di quattro anni Cochi e Renato sono già protagonisti alla Rai con varietà come “Quelli della domenica” e, soprattutto “Il poeta e il contadino” (1973). L’anno dopo sono addirittura sul palco di “Canzonissima” che vale per loro come una laurea ad honorem.

Arriva il successo al cinema

Lavora con registi affermati (Steno, Clément, Risi, Corbucci, Bolognini, Festa Campanile), a più riprese col suo pigmalione Mogherini e alla fine del decennio si cimenta anche nella regia con “Saxophone” (1978). I diversi percorsi artistici lo tengono a lungo lontano dall’amico di un tempo, Cochi Ponzoni, che ha scelto il teatro e al cinema si concede poco.

Per oltre vent’anni Renato sarà uno dei pochi “nomi sicuri” del divertimento popolare al cinema: basta il suo nome in cartellone (come per Villaggio, Celentano, Abatantuono, Boldi&De Sica) per avere successo e i produttori lo sanno: fino al ’94 lavora al ritmo di due o tre film all’anno e per quattro volte si dirige da solo, per il puro piacere di sviare dai suoi ruoli abituali. 

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