“Sotto il Sole di Riccione” è un omaggio all’estate dei nostri giorni

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Il titolo evoca un successo, e se un successo tira l’altro, “Sotto il Sole di Riccione” non si trova per caso al primo posto nella top 10 di Netflix Italia. Vuoi perché pienamente in tema con la stagione che stiamo vivendo, vuoi perché leggero e sostenuto da buona parte della discografia dei The Giornalisti, vuoi perché riprende il divertimento vacanziero di “Sapore di Mare”.

Il film scritto da Enrico Vanzina segna un passo avanti rispetto al precedente “Natale a 5 Stelle”, moscio tentativo di fare un cinepanettone per le piattaforme online. È una pellicola giovane, per un pubblico che va dai 13 ai 35 anni, girato dalle sapienti mani del duo YouNuts – registi dei videoclip dei singoli di maggiore successo di Elodie, Salmo, The Giornalisti, Tommaso Paradiso, Lorenzo Fragola, Coez, Jovanotti e Marco Mengoni.

Quello che si vede è una commedia, che fa sorridere e ricalca con precisione gli schemi del genere. C’è un omaggio alla cinematografia dei Vanzina, un metacinema condito da spruzzate di modernità nel linguaggio e negli atteggiamenti, e un ricorso quasi spasmodico allo spot pubblicitario in favore di Riccione, delle sue spiagge, della città, delle sue opportunità. Nel cast una serie di attori presi da Skam, Baby, Gomorra e varie fiction Rai: per alcuni è stata una scelta negativa, in realtà si tratta del ritratto rispettoso della nuova generazione che avanza al giorno d’oggi, condotta per mano da Cristiano Caccamo in versione “figo della madonna” – per riprendere i commenti che girano da giorni sul web.

E proprio l’attore napoletano è protagonista dell’unica nota stonata della storia, che si può riassumere così: un gruppo di ragazzi si ritrova a Riccione per la solita estate al mare con amici, compagni/e e tanta voglia di divertirsi. Scoppiano gli amori, arrivano le delusioni, si susseguono gli incontri fino al concerto di fine stagione con i The Giornalisti live davanti a migliaia di persone. Tutto fila liscio, se non che nel mezzo ci sono dei buchi di logica che non rendono l’equilibrio dell’intera struttura del film.

Cristiano Caccamo impersona Ciro, un giovane ragazzo che arriva a Riccione per sostenere il provino musicale della sua vita. Non va bene, ma viene assunto dal nulla come bagnino in spiaggia. Fidanzato, viene avvicinato da due ragazze: la prima evita di andare oltre proprio per la sua condizione amorosa; la seconda invece osa un poco, spogliandosi e mettendolo in difficoltà. Improvvisamente questa condizione non viene approfondita, anzi Ciro si ritrova ad innamorarsi della migliore amica della sua fidanzata. Fidanzata che arriva improvvisamente a Riccione, fiuta che abbia le corna e lo lascia prima del concerto di Tommaso Paradiso “perché anche io mi voglio divertire”, mutando completamente il senso del personaggio.

Caduta logica a parte, funziona anche il rapporto tra Luca Ward e Isabella Ferrari: raccontano il ritrovarsi adulto di due persone fondamentalmente sole, che si aggrappano a dei totem (Ward al suo lavoro, la Ferrari al figlio cieco) per riuscire a condurre una vita dignitosa. L’attrice è anche l’ideale anello di congiungimento tra questa pellicola e “Sapore di Mare”, di cui ricorda la performance di Virna Lisi.

“Sotto il Sole di Riccione” è un film che si lascia guardare con spensieratezza e senza molti fronzoli. Ha dalla propria energia, belle canzoni e un cast in linea coi tempi attuali. Netflix risulta la pista d’atterraggio ideale in un momento storico in cui i cinema rimangono chiusi.

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