Il caso della carne vegetale: ecco cosa cambia per gli italiani

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La gran parte delle persone sono onnivere, mangiano di tutto, fatta eccezione per le problematiche alimentari, allergie e intolleranza, ma tantissime di loro si impegnano per cambiare la dieta quotidiana introducendo sempre più verdure ed eliminando parallelamente le proteine animali.

Lo si fa per convinzione acquisita, pensando di consumare cibi che fanno meglio di altri e lo si fa per un consumo consapevole dell’impatto ambientale delle nostre azioni. Queste nuove abitudini hanno determinato una tendenza alimentare ‘plant based’ che comincia a farsi largo sia nella distribuzione (più o meno grande) e sia nei ristoranti.

Cosa sono le carni plant based?

Si parla di carni plant based analoghi della carne che ne riproducono il sapore e la texture ma che sono interamente vegetali. Al contrario delle classiche alternative come il tofu e il sei tan, le carni plant based sono estremamente simili alla versione animale, sono più sane ed hanno un impatto ambientale molto minore. E mentre la carne rossa va mangiata con una certa moderazione, queste non hanno controindicazioni.

Quali sono le carni plant based?

Ci sono straccetti di pollo a base di soia non OGM, hamburger realizzati con le proteine dei piselli ad esempio. E anche salsicce e polpette a base vegetale, alimenti con meno grassi saturi e più fibre. 

Qual è la percezione degli italiani?

Secondo un’indagine di Ipsos per Findus, al momento questa tipologia di prodotti gode di una conoscenza superficiale, tanto che la percentuale maggiore del campione intervistato (il 40%) ha dichiarato di conoscerli “solo di nome”, contro il 28% che invece già li conosce o li ha provati. Al contempo, però, cresce anche la fetta di curiosi: il 29% ha infatti affermato di volerli introdurre nella propria dieta in un prossimo futuro, percentuale che raddoppia (60%) tra chi invece li conosce bene.

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