“365 giorni”, il successo di un film inguardabile

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Se negli anni ottanta siete rimasti affascinati da 9 settimane e mezzo con Mickey Rourke e Kim Basinger e negli anni dieci avete più volte parlato di “50 sfumature di…”, allora “365 giorni” è sicuramente il genere di film che fa per voi perché molto vicino a questi due precedenti. Le differenze sono abissali, ma come nel caso di 50 sfumature, anche questa nuova pellicola è tratta da un romanzo, più precisamente dai testi di Blanka Lipinska.

Dopo un incontro tra la famiglia mafiosa siciliana dei Torricelli e gli spacciatori del mercato nero, Massimo Torricelli osserva una bella donna su una spiaggia, ma qualche attimo dopo suo padre verrà assassinato e il giovane rimarrà ferito. Anni dopo sarà Massimo (Michele Morrone) a salire al trono della famiglia mafiosa e, casualmente, rivedrà per la prima volta quella bellissima donna che guardava danzare sulla riva del mare, ovvero Laura Biel (Anna-Maria Sieklucka). Massimo la vuole ad ogni costo e al posto di agire nei classici metodi utili per iniziare a sentire, frequentare e amare una donna, decide di usare un procedimento del tutto personale, ovvero rapirla il giorno del suo compleanno dicendole di liberarla solo se entro un anno la donna si sarà innamorata di lui oppure no.

Amore, erotismo, sono solo due dei principali temi presenti in questa pellicola contenente però una scarsa qualità nel doppiaggio e una buona dose di incoerenza. A testimonianza di queste mie parole troviamo le valutazioni negative della critica con un apprezzamento dello 0% totale e un voto medio di 1.7 su 10 basato su nove recensioni.

365 giorni con la regia di Barbara Bialowas e Tomasz Mandes, ha ricevuto un incasso totale di 9.458.590 durante la sua uscita nei cinema polacchi e inglesi, per poi sbarcare su Netflix dove pare abbia ricevuto un successo inatteso di visualizzazioni.

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