La Favola italiana

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Vicenza. 111 mila anime e una storia condita di turismo, lavoro e sport.

Il Vicenza, dopo una parentesi nelle zone alte della Serie A, vive decenni fra il purgatorio della B e l’Inferno della Serie C. Fino all’arrivo di Francesco Guidolin, nel 1995 che riportò immediatamente in A la squadra veneta.

I neo promossi si confermarono immediatamente nella stagione ‘95/’96, con un grandissimo nono posto. Ma la stagione successiva sarà quella che regalerà più emozioni e più soddisfazioni. 

Stagione ‘96/’97: Il Vicenza parte alla grandissima, battendo la Fiorentina, la Juventus, Roma e Lazio e riuscendo a conquistare la vetta del campionato. Un girone di andata storico che però, non si ripete a quello di ritorno.

La squadra crolla ma riesce ad ottenere un ottimo ottavo posto, grazie ai gol di Marcelo Otero, dalla mediana di Maini, Di Carlo e Viviani. Il meglio, però, arriva in Coppa Italia, dove la squadra compie il capolavoro.

Bisogna piccola fare una nota, prima di continuare con la nostra storia: Il Vincenza non viveva una situazione facile, dal punto di vista societario. C’erano continue voci di vendita, di possibili compratori che arrivavano e andavano, addirittura di arresti importanti nei piani alti societari. Per la squadra biancorossa era una stagione da tutto o niente.

Torniamo alla Coppa Italia: la squadra di Guidolin elimina facilmente la Lucchese, poi il Genoa. Da lì, il turno successivo vede un interessante Vicenza-Milan, dove i biancorossi costringono i rossoneri ad un doppio pareggio, che mandano a casa la squadra guidata da Tabarez. Il Vicenza vola in semifinale contro il Bologna. E sarà un gol di Giovanni Cornacchini, giocatore che doveva essere la nuova promessa del calcio italiano ma mai realizzata, a regalare il passaggio in finale per il Vicenza. La finale è scritta: I rossobianchi andranno contro il Napoli.

A quei tempi, la finale si giocava con la forma di andata e ritorno.  E l’andata si giocò al San Paolo, l’8 Maggio 1997. Fabio Pecchia porta avanti i partenopei, e la difesa fa il suo lavoro. Il Napoli batte il Vicenza, ma il sogno non è finito. 

Tre settimane più tardi, al Romeo Menti, si svolge il ritorno della finale. Passano solo 20 minuti e la squadra di Guidolin si porta in vantaggio grazie ad un tap-in di Jimmy Main. Il Napoli torna a sacrificarsi in difesa, sperando di poter portare a casa la partita con un contropiede rubato. 

La partita va ai tempi supplementari. Pronti, via e il centravanti dei partenopei si Nicola Caccia si fa espellere dopo pochi secondi. Il Vicenza usa questo per provare a trovare una breccia, e al 117esimo può gioire.

Maurizio Rossi riesce a segnare il 2-0, su un errore di Tagliatela, e porta avanti il Vicenza. E c’è anche il 3-0 di Alessandro Iannuzzi che chiude a doppia mandata la partita.

Il Vicenza vince la Coppa Italia ‘96/’97. In quattro anni, i biancorossi son riusciti a passare dalla serie C1 all’Europa. La Coppa delle Coppe. La competizione che vede tutte le vincitrici delle coppe nazionali affrontarsi. 

La stagione successiva vede l’addio di diverse stelle della squadra, ma l’arrivo di due giovani promesse di scuola Milan: Francesco Coco e un certo Massimo Ambrosini. Arrivano anche Di Napoli, Luiso, Dicara, Schenardi e Zauli. 

Il campionato non parte bene, qualche vittoria qua e lì, tra cui spicca quella con il Milan. Nonostante questo, il Vicenza raggiunge una posizione tranquilla in classifica, anche se alla fine la squadra rischia, di brutto, la retrocessione. 

Ma l’attenzione della squadra è verso la Coppa delle Coppe. 

La prima squadra nel cammino dei biancorossi è il Legia Varsavia, squadra ostica polacca. 2-0 al Romeo Menti, e la squadra vola fiduciosa in Polonia.
Il Legia passa in vantaggio con Kacpzak, ma il gol di Zauli chiude la faccenda. Il Vicenza passa il turno. E’ un risultato storico. 

La squadra di Guidolin si trova contro lo Shaktar Donetsk. E in Ucraina bastano pochi secondi a Luiso per far zittire le migliaia di tifosi ucraini. Allo stadio Shaktar finisce 3-1 per i Vicentini. Al Menti, la pratica è risolta facilmente: 2-1 e il Vicenza vola ai quarti di finale. 

Questa volta la squadra che sfida i ragazzi di Guidolin è il Roda JC, squadra Olandese. 

L’andata, allo Sportpark Kaalheide di Kerkrade, è un capolavoro per il Vicenza. Luiso, Belotti, Zauli e Otero fanno un’indigestione di reti. Una partita perfetta della difesa che cede solo per il gol della bandiera di Peeters. 4-1. Il Vicenza è come Paganini, impressiona e non ripete. 

Il Roda è distrutto. E con 5-0 secco, vanno a casa con le pive nel sacco. Il Vicenza volta in semifinale, risultato impensabile, guardando l’andamento del campionato. 

2 Aprile 1998. La favola Vicenza ospita il carro armato Chelsea, guidati da Gianluca Vialli. La squadra londinese ha fra le sue file due conoscenze passate e future del calcio Italiano: Gianfranco Zola e Roberto Di Matteo. Il Vicenza non si fa spaventare. Zauli batte il portiere De Goey. 1-0 e il Vicenza continua a dominare. Nonostante questo, non riescono a fare un altro gol e chiudere la partita. 

Si vola allo Stamford Bridge, dove nella sera piovosa del 16 Aprile 1998, si gioca l’ingresso in finale. 
Dopo mezz’ora, Zauli crossa e trova Luiso che la insacca. Il Vicenza è nuovamente in vantaggio, Il Chelsea però non ci sta a perdere contro una squadra che loro vedono inferiore.

Passano tre minuti, sulla corta respinta di Brivio, Poyet pareggia la partita. Ai londinesi, però, serve un altro gol. 

La squadra di Guidolin prova a riprendersi dalla botta, ma il secondo tempo è micidiale. Pochi secondi dall’inizio e Zola butta dentro un cross di Vialli, sfruttando una disattenzione, rara, della difesa. 
Il sogno finisce a quindici minuti dalla fine. Il Gallese Hughes segna il 3-1. La partita è chiusa.

Luiso e Di Napoli provano ad assaltare la difesa del Chelsea ma senza successo. 

I londinesi volano in finale dove troveranno il Stoccarda che batteranno, portandosi a casa la Coppa delle Coppe. 

Quello fatto dal Vicenza, comunque, rimane storico. Una piccola squadra che ha sfidato i potenti del calcio, con un gioco spumeggiante e divertente. 

Sfortunatamente, dopo di questo, ci sarà un declino dei biancorossi, che li riporterà in B. 

La storia della squadra di Guidolin è una favola da raccontare la notte, da raccontare a chi pensa che il calcio sia solo un gioco di 22 uomini in mutande.

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