“Gemelli” di Ernia è (per adesso) l’album rap dell’anno

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In un periodo particolarmente attivo per la scena rap arriva alle nostre orecchie finalmente anche il disco di Ernia, uno che con le parole ci sa fare e non poco. Gemelli è il secondo album ufficiale che, stranamente, non ha visto alcun singolo estratto per anticiparne l’uscita.

Gemelli apre le danze con Vivo, brano introspettivo e che appare come una lista di tutte quelle esperienze, piccole o grandi, che feriscono, che fanno crescere e che lo hanno portato ancora una volta a scrivere e raccontare la propria vita. Superclassico di sicuro la sentiremo parecchie volte alla radio, è la traccia più pop del disco ed è tanto malinconica quanto romantica allo stesso tempo, solo i puristi diranno che è una brutta canzone. Gli stessi puristi non potranno dire niente almeno di fronte a Puro Sinaloa, cantata insieme a Tedua, Rkomi e Lazza e che è dichiaratamente un tributo generazionale a quei Club Dogo di Puro Bogotà che tanto hanno ispirato la nuova scuola di questo decennio. Morto Dentro conferma le sonorità che strizzano l’occhio alla vecchia scuola.

Tendenza super confermata da Non Me Ne Frega Un Cazzo: brano crudo che rappresenta l’occasione di rispondere in rima alle critiche che ogni artista è abituato a ricevere, soprattutto nella scena rap in cui tutto è bersaglio, insieme alla perfetta compagnia di Fabri Fibra. Torna la malinconia, l’amore travagliato e l’ammettere i propri difetti in Ferma A Guardare, argomentazione non troppo frequente per Ernia ma sempre ben calibrata nei suoi lavori. MeryXSempre, con Shiva, sembra una citazione alla Mary dei Gemelli Diversi e al film Mery per sempre ed è probabilmente, come ha affermato anche il rapper sui social, la miglior canzone dell’intero album. U2 è l’unico vero brano trap di tutto il progetto, carico di citazioni, un brano divertente e crudo allo stesso tempo.

Ci sono featuring in cui oltre alla strofa dell’artista ospite questo porta un po’ delle sue sonorità anche nella strumentale ed è proprio quello che succede insieme a Luchè in Pensavo Di Ucciderti. Con Cigni si ritorna all’introspezione che gira attorno ai sentimenti ed alla leggenda secondo la quale i cigni, se privati del loro partner, si lascino morire per il troppo dolore. L’ultimo featuring dell’album è quello con Madame che segue ancora il tema dell’introspezione e del disagio raccontato da entrambi. Bugie chiude le danze: un brano in cui Ernia racconta le sfaccettature delle bugie che vanno dall’apparire migliore di fronte agli altri, in campo lavorativo anche e soprattutto tra i suoi colleghi rapper.

Ernia conferma ancora una volta di essere una delle migliori penne di tutto il panorama musicale italiano, e non ci riferiamo solamente al suo genere. Gemelli è un disco che per la prima volta ci ha fatto davvero apprezzare il rapper di Milano che ci è sempre sembrato un po’ troppo presuntuoso e pieno di sé. Ha saputo mettere in campo tanti argomenti e raccontarli attraverso pregi e difetti della propria personalità.

Le strumentali danno risalto ad ogni testo valorizzando la componente emotiva qualunque essa sia. Insomma, va bene che deve ancora uscire il disco ufficiale di Tedua ma sicuramente questo disco si candida come miglior album rap dell’anno. L’ascolto è super consigliato.

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