Il flash mob dei musicisti italiani per gli operatori dello spettacolo

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Decine di artisti si sono riuniti a Milano per partecipare al flash mob #SenzaMusica, una protesta che chiede al governo di pensare ai lavoratori del settore, in difficoltà per il coronavirus.

Oggi è la Festa della Musica, si suona in molte piazze italiane e non ci sembrava giusto chiedere uno sciopero a persone che non lavorano da quattro mesi” ha spiegato Emiliano Colasanti, fondatore dell’etichetta discografica indipendente 42 Records, tra i promotori dell’iniziativa. “Ma serviva una cosa emblematica: un brano di rumore bianco presentato da tutti i musicisti e addetti ai lavori. Ci siamo detti, facciamo un gioco: lanciamo tutti insieme un brano come se fosse un singolo, ma in realtà è l’anti-singolo per eccellenza. Perché se si ferma la musica resta solo il rumore statico”.

L’esplosione del coronavirus ha fatto saltare centinaia di tour, bloccando la filiera discografica e facendo scatenare una vera e propria emergenza economica. “La Musica Che Gira“ è dunque un gruppo formato da addetti ai lavori che sta lavorando affinché vengano presentati in Parlamento alcuni importanti emendamenti al decreto Rilancio: ammortizzatori sociali, agevolazioni fiscali, supporto alle attività imprenditoriali del settore, stimoli per investimenti green e innovazione, e una riforma definitiva del mercato della musica.

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