Un campionato da concludere

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Questa sera riprende anche il campionato italiano di calcio. Dopo tre mesi e mezzo, c’è nell’aria una sana voglia di ripresa che ha superato pure tutte le polemiche e i dubbi della vigilia, le prese di posizione di presidenti e ministri, di tifosi e appassionati.

Merito forse del modello tedesco, che ha funzionato portando in dote tante partite in pochi giorni in modo da far volare la corsa verso la conclusione della Bundesliga. A qualcuno, vedere il Bayern festeggiare, ha fatto scattare il desiderio di sentire quegli stessi brividi. Ancor di più dopo aver assistito alla conquista della coppa Italia da parte del Napoli. Ci sono dei verdetti da assegnare e nessuno vuole certamente tirarsi indietro.

Non sarà calcio spettacolo, ma anche prima dello stop per la pandemia non era cosa solita trovare delle partite appassionanti. Le sfide di coppa hanno evidenziato tanta forma fisica scadente, poco ritmo e poca velocità, garantendo un rifugio sicuro per le squadre più arcigne. Ha avuto ragione Gattuso, in questo senso, lavorandosi al massimo anche i cinque cambi che questo insolito periodo concede. Non è una qualità di tutti, ma giocoforza in 13 gare lo diverrà.

Adesso tante squadre saranno portate a raccogliere il massimo col minimo sforzo. In particolare rischiano quelle che navigano le parti meno nobili della classifica, costrette a rincorrere una salvezza che si farà più ostica. Dipende, come segnalato sopra, dalla forma acquisita in un mese di allenamenti; dipende dall’alchimia, da chi l’ha ritrovata e da chi l’avrà persa; dipende molto dalle assenze, dalla loro importanza all’interno di una squadra.

L’importante è che questo campionato fili dritto fino al 2 agosto, senza nessun problema e con risultati definitivi. Dopo tutto questo trambusto, deve essere il campo a parlare.

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