Carlo Conti, dieci in pagella

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Se guardiamo la lista di programmi condotti da Carlo Conti, i capelli diventano bianchi. Una lunga sequenza dall’82 al 2020 di successi, belle idee e capacità di ottenere sempre il meglio su Raiuno. Non è assolutamente semplice per uno che è partito come deejay e che si è affermato tra Discoring e Aria Fresca (o il riediting Vernice Fresca).

Ha condotto undici edizioni di Telethon, nove edizioni di Miss Italia Nel Mondo, quattro edizioni di Miss Italia (più svariati programmi correlati), tre edizioni del festival di Sanremo, un Fantastico, tre edizioni de La Corrida, due edizioni de Lo Zecchino D’Oro, cinque edizioni dei David Di Donatello, tre Domenica In, due Luna Park, otto programmi di fine anno e tredici edizioni de L’Eredità. Ha rappresentato dal 1993 ad oggi il volto vero e forte della Rai che ha resistito a tutto: al web, a Mediaset, a Sky.

Mancano alla lista i progetti in cui si sente fortissima la sua mano: da Tale e Quale a I Raccomandati, da 50 Canzonissime a I Migliori Anni, una serie di speciali di tutti i tipi fino a Top Dieci – l’ultimo programma in grado di vincere il confronto televisivo della domenica sera. Il comune denominatore è rimasto sempre la musica, che adora da quando da ragazzo passava le estati nei villaggi vacanze e nelle spiagge a far ballare tantissimi coetanei.

Ed è questo coinvolgimento continuo che l’ha reso l’aziendalista più aziendalista che ci sia mai stato in Rai. È come se avesse scoperto la formula magica per rimanere sempre a pelo d’acqua per non affogare mai. Tantissimi colleghi hanno vissuto di alti e bassi, soprattutto nel tentativo di rifare cose del passato o di basarsi sul passato per proporre qualcosa di nuovo. Il presentatore non casca mai, ma come fa?

Ci vuole preparazione, esperienza e competenza. Carlo Conti unisce tutti: dal bimbo che vuole vedere i cartoni all’adolescente che ascolta la trap, dal ragazzo che si avvicina al mondo del lavoro a quello che ha già creato una famiglia, fino all’adulto che viaggia verso la pensione. Nei suoi programmi non dimentica nessuno, lo fa coscienziosamente nel segno di un abbraccio che raggiunge milioni di italiani.

Ha voce, tonalità, stile, movenze, sorriso, sguardo, autoironia, senso della posizione, intelligenza, esperienza. Un mix clamoroso ed esplosivo che gli consente di andare sempre liscio come l’olio, e non c’è da stupirsi se gli venga sempre così bene. Per questo si merita un dieci in pagella: dopo Pippo Baudo, Mike Bongiorno e Corrado, sarà il suo il nome che figurerà nella bocca dei futuri presentatori come modello da seguire.

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