“Millennium Bug”: l’album degli Psicologi che potrebbe definire una generazione

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Si chiamano Marco e Alessio, in arte Drast e Lil Kaneki, ma da un po’ di tempo a questa parte sono conosciuti come gli Psicologi.

Sono stati lanciati dall’etichetta romana Bomba Dischi (per intenderci quella di Calcutta, Franco126, Carl Brave, Giorgio Poi, etc) ormai due anni fa circa con le canzoni Diploma e Autostima che da subito sono entrate nelle teste e nelle playlist di migliaia di utenti italiani.

Dopo due EP rilasciati nel giro di un anno (2001 e 1002) e una marea di singoli dalle più disparate produzioni e collaborazioni è finalmente arrivato il momento di parlare di album anche per questo duo per metà romano e per metà napoletano che piano piano si sta facendo largo nel panorama italiano.

Il titolo è Millennium Bug e infatti la prima cosa che abbiamo sperato, con un titolo simile, è stata che questo fosse effettivamente un disco di rottura, d’impatto, di rivoluzione, come doveva essere il famoso fenomeno digitale poi mai accaduto. Siamo felici di dire che è stato così: gli Psicologi ci avevano già fatto capire il loro ampio raggio d’azione in termini di genere, di cantato, di attitudine, portando sempre messaggi molto chiari e diretti con un linguaggio generazionale.

Ed è proprio questo termine quello che secondo noi identifica veramente questo album, al di là del brano Generazione già lanciato in precedenza, perché arriva in un periodo storico della musica italiana caratterizzato dalla staticità dei generi, dal copiarsi a vicenda e via dicendo.

Drast e Kaneki hanno inserito in questo progetto tutto il loro mondo, tutta la loro generazione, quella del nuovo millennio, che effettivamente prende tutte quelle nate e cresciute durante e a ridosso di questo. Con un Intro così, con la voce italiana di Peter Griffin, non potevamo non essere catapultati fin da subito in tutti quei momenti delle nostre generazioni in cui quel simpaticone ci ha fatto compagnia. Con Amici e Tristi e soli siamo tornati indietro nel tempo grazie a sonorità così vicine al punk-rock o anche all’hip-hop vecchia scuola, crudo e hardcore, con Funerale (feat. Tredici Pietro).

Il disco scorre piacevolmente e la loro anima più emo viene fuori in brani come Spensieratezza, forse la canzone migliore del disco, Vorrei, Fantasma, Tutto ok e Canada per cambiare poi pelle, rimanendo comunque credibili ed efficaci, per canzoni pop come Sto bene, Radio, Per me sei. I featuring sono pochissimi (finalmente) e mirati: oltre al rapper bolognese precedentemente citato ci sono Madame (in Fck U) e Fuera (in Povero) in quello che è il brano più malato di tutto il progetto.

C’è di tutto in Millennium Bug ma non è un minestrone senza senso come inizialmente potrebbe sembrare. Tutto ha senso, tutto è perfettamente collegato, l’ordine dei brani, i featuring, le produzioni (principalmente curate da Drast e Axel Legit ma che spaziano da Dade a Dat Boi Dee, Winniedeputa, Jxmmyvis fino ad arrivare a Frenetik & Orang3). Si parla tanto di sociale, di droga, di situazioni familiari complicate, di amicizie e amori complicati e di tutto ciò che un po’ tutti abbiamo passato durante la post adolescenza.

Il fatto che due ragazzi di diciannove anni siano riusciti a fare un album così, scrivendo così, scegliendo produzioni così è una ventata di aria fresca di cui questa scena abbastanza sterile aveva bisogno. Un album del genere potrebbe aprire le porte, riaprirle semmai, a scene morte e sepolte che potrebbero tornare ad avere una certa influenza almeno a livello underground. Non perdetevi questo gioiellino che in un modo o nell’altro vi porterà indietro nel tempo, vi farà riconoscere nel presente oppure vi farà fantasticare sul futuro, qualunque sia la vostra età, qualunque sia il vostro trascorso

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