I 22 minuti più belli di Wimbledon

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Una singola partita che ha cambiato la storia del Tennis moderno. Una di quelle da incorniciare e appendere al Louvre.

Borg contro McEnroe, Wimbledon 1980.

I due giocatori sono letteralmente due opposti perfetti. McEnroe, il ribelle e il genio sregolato. Borg, freddo e calcolatore. 
Acerrimi rivali, è uno scontro fra due visioni completamente opposte. McEnroe disse che è stato proprio Borg a dargli la spinta per entrare nel mondo del tennis. 

Ma il 5 Luglio del 1980, al Centrale di Wimbledon ci si prepara ad una delle sfide più grandi della storia, che nessuno vuole perdersi.

Lo svedese è il dominatore dell’erba inglese. Infatti, non perde da ben 34 partite, dai quarti del 1975 contro Ashe. Dall’altra parte lo statunitense, che ha deluso i suoi fan negli ultimi due anni, addirittura rischiando l’uscita al secondo turno contro Terry Rocavert in quel torneo del 1980.

Nella prima ora della finale, la partita è indirizzata verso una sola strada. McEnroe vince 6-1 il primo set, e al secondo, la situazione è in stallo sul 4-4. L’americano domina la battuta, con una serie di ace e servizi vincenti che non lasciano  spazio a Borg. La situazione è strana, persino per McEnroe che non si aspetta di dominare così tanto lo svedese. E infatti, Borg riprende il controllo. McEnroe sbaglia tre colpi e lo svedese torna sotto. Il set si conclude a favore suo per 7-5 dopo un tie break accesso. 

McEnroe è in difficoltà anche in avvio al terzo set, che continua ad essere combattuto. Arriviamo ad un altro controbreak che dopo 20 punti lo svedese vince. Borg conquista il terzo set per 6-3. La partita si sposta nelle mani del freddo svedese. 

Siamo al quarto set, quello che potrebbe essere decisivo per regalare il quinto titolo consecutivo a Wimbledon per Borg. McEnroe non ci sta, salva due match point e riapre la partita. E qui partono i 22 minuti più importanti della storia del tennis.

34 punti del tiebreak: McEnroe che continua a colpire con il suo mancino esplosivo; Borg con un destro preciso, contrattaccando di fino ad ogni colpo violento dell’americano ribelle. 

Il primo minibreak finisce 5-4 e Borg torna ad avere il match point, ma una volèe in allungo di McEnroe stoppa i sogni di gloria dello svedese. Altri due passanti vincenti per l’americano e match point cancellato. Anzi, McEnroe ha la palla set che non riuscirà a convertire perché Borg risponde in maniera rabbiosa.
Arrivano tre nuove occasioni per lo svedese che vuole chiudere. McEnroe salva nuovamente la partita e cancella il quinto match point. Borg torna indietro e si trova sotto per 18-16. Passiamo al quinto set.

Borg perde anche i primi due punti del quinto set. E’ in difficoltà. 
Poi esplode, come i migliori racconti di fantasia, l’eroe arriva e salva la situazione. Riprende il set e si porta sul 15-40 sul 7-6. E’ di nuovo lì, pronto a vincere. E con un gran rovescio, lo svedese riesce a chiudere la partita e a portarsi a casa il quinto Championship consecutivo.

Finisce 1-6; 7-5; 6-3; 6-7; 8-6. Il pubblico applaude i giocatori, la partita, lo spettacolo che c’è stato in campo. McEnroe riuscirà a vendicarsi nel 1981, dove vincerà fra tante polemiche portando Borg al ritiro dal tennis dopo aver dominato il mondo del tennis. 

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