Tedua, “Vita Vera Mixtape”: quando un assaggio basta per stupire

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“Nuovo anno, nuovo album”.

Ci aveva lasciati così Tedua ad inizio 2020, con un freestyle che annunciava l’uscita di un nuovo progetto. Il rapper di Genova a quanto pare aveva talmente tante cose da dire che un solo disco non bastava ed è così che ci ha regalato un mixtape, un vero e proprio assaggio del lavoro prossimo all’uscita. Dodici tracce per prepararci all’arrivo del suo terzo album ufficiale dopo Orange County California e Mowgli.

Tedua è uno storyteller, racconta semplicemente la sua vita in modo diretto con una vena poetica che si parli di strada, di amicizie o di amore. Al suo fianco il solito Chris Nolan che di sbagliare un colpo non ne vuole proprio sapere e che giustamente svolge anche a questo giro il ruolo di struttura portante per quasi tutte le produzioni del progetto, fondendosi talvolta alle sonorità di altri importanti produttori della scena.

Sapere che questa è “solo” la preparazione a un qualcosa di più importante ci lascia già con l’acquolina in bocca. La libertà che un artista ha nel fare un mixtape è palpabile, non tanto per i temi trattati quanto per la scelta di sperimentare e azzardare a cambi di stile come nei casi di Mare Mosso (feat. Bresh e prodotta da Garelli) con ritmi che raramente si sentono affiancati al rap, di Lo Sai (prodotta da Sick Luke) con arpeggi di chitarra, suonati o campionati che siano, in stile pop- punk californiano, oppure di Lo-Fi Wuhan (prodotta da SHUNE) che chiude la scaletta.

Le tematiche non sono nuove ma sono sempre decise, credibili e affrontate di petto sia da Mario che dagli artisti che lo hanno affiancato in questo percorso. Si parla di strada e di infanzia difficile in brani come Polvere (feat. Capo Plaza e prodotta da Nolan e AVA), brano dalle sonorità distese, malinconiche, con un racconto molto intimo per entrambi i rapper e con un finale a sorpresa in cui un sax ci ha fatto saltare dalla sedia o come Vita Vera, brano che da il titolo al mixtape e praticamente l’unico ad essere musicalmente poco morbido e con un memorabile “In pochi fanno trap, racconti ma in realtà sappiamo tutti quanti che sei un figlio di papà”.

Parliamo di morbidezza perché è la stessa che da metà del progetto si respira con costanza a partire da Party HH (feat. Lazza) in cui abbiamo percepito lo stesso romanticismo e la stessa sensazione che trasmetteva quasi tutto Orange County

California, primo album ufficiale del giovane rapper. E così anche Purple, Motivo e Manhattan (feat Wildbandana e cioè Izi, Vaz Tè, Guesan & Ill Rave), tra le tracce migliori del mixtape e che racchiude quasi tutta la corazzata di Genova in un massiccio storytelling. Degna di nota anche Bro II (feat. Ernia), secondo atto della canzone presente nell’ultimo album dell’amico collega.

Nessuna traccia è da buttare, nessuna ci ha fatto storcere il naso soprattutto nel caso di Colori (feat. Rkomi) in cui i due parlano di amore e di amicizia andando a ricordare la loro infanzia sia nella dimensione familiare che in quella da piazzetta, e nel caso di Pour Tojours (feat. Ghali & Dargen D’Amico), la canzone più radiofonica di tutte probabilmente perché in stile “ghaliano”.

Se questo è il pre-album possiamo solo aspettarci qualcosa di grande, l’asticella è altissima ormai anche grazie a questo mixtape e Tedua non fa che convincere. Quel suo rappato fuori dalle righe lascia sempre un po’ disorientati ma bastano alcuni ascolti per entrare nel suo mood ed venire travolti dalla carica emotiva che si porta dietro.

Le produzioni fanno tanto, i testi fanno tanto ed è secondo noi uno dei pochi a rendere meglio nelle canzoni in singolo che nei featuring anche se nel suo caso sono sempre ben studiati e mai banali. E ora non rimane che aspettare il disco.

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