Un sogno chiamato Hakeem Olajuwon

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Il (primo)ritiro di Michael Jordan arrivò come un fulmine a ciel sereno. La sua mancanza di motivazione, la sua voglia di provare qualcosa di nuovo. Per l’NBA lo shock è triplo. Michael Jordan non si può sostituire. Non esiste nessuno come MJ. 

Il lato positivo c’è. Ora diverse squadre, finalmente, possono giocarci la vittoria e portarsi a casa il tanto agognato anello. Gli Indiana Pacers, San Antonio Spurs, Orlando Magic e Seattle Supersonics sono squadre giovani e affamate. Miller, O’Neal, Kemp, Robinson, giocatori pronti a prendersi il gradino di Jordan. 

Ma non dimentichiamo di Detroit Pistons, bullizzati dai Bulls negli anni precedenti. I NY Knicks di Ewing. I Jazz di Malone e Stockton. Tutte grandi squadre, affamate e pronte a conquistare finalmente il titolo. 

Ma, manca una squadra a questo appello: gli Houston Rockets, guidati da Hakeem Olajuwon.
Houston non ha una grande palmares, fino a quel momento. Dopo una finale perso contro Boston nel 1986, i Rockets son stati solo una comparsa in NBA. 

La stagione ‘93-’94, però, era diversa per i Rockets. Guidati da Tomjanovic, la squadra si trova sul birano giusto per uscire dal tunnel della mediocrità. 

Horry e Cassell sono degli ottimi gregari per un Olajuwon pressoché strepitoso. MVP della Regular Season, MVP delle Finals e Miglior Difensore della Lega.

Quello fu per lui un anno trionfale soprattutto a livello personale; MVP della regular season, miglior difensore della Lega ed infine MVP delle finali. Houston arrivò in finale battendo le più blasonate Portland, Phoenix e Utah. E in finale, trovarono una delle squadra più forti al momento: i New York Knicks di Patrick Ewing.

NY, senza i Bulls, hanno dominato la Eastern Conference, viaggiando su forte gioco offensivo e una grandissima difesa muscolare. 

La serie si gioca punto a punto, con pochi punti e tanto spettacolo difensivo. 

Ewing e Olajuwon quasi si annullano, anche se Hakeem mise la marcia in più per dare quella tanta agognata vittoria a Houston. La serie arriva a gara-7 dove “The Dream” tira fuori il capolavoro: 25 punti, 10 rimbalzi e 7 assist portano a Houston il primo titolo NBA della loro storia. Sicuramente una sorpresa per quel campionato così particolare e diverso da quelli precedenti. Senza il dominio di un singolo giocatore. 

Passiamo al 1995. 

Houston soffre più del dovuto. Maxwell, un buon giocatore per i Texani, fa a botte con un tifoso, si infortuna e lascia i Rockets. La stagione andava male, fino a che uno scambio non cambio la stagione della squadra del Texas. Arrivò Clyde Drexler che diede una forte spinta offensiva alla squadra.

Nei Playoff, i Rockets affrontarono i secondi migliori per vittorie, i Utah Jazz. Ed incredibilmente, i Rockets eliminarono i favoriti Jazz, con Hakeem che ne piazza 35 a partita. 3-2 e i Rockets volano alla prossima battaglia contro i Suns. 

Phoenix va sul 3-1 di vantaggio. Oramai le speranze per i Rockets di “The Dream” sembrano finite. Anche Charles Barkley, stella dei Suns, dichiara che nessuna squadra avrebbe vinto tre partite di fila contro qui Suns. Ma Houston non solo ci riuscì, ma lo fece con stile.  Sotto pressione, Barkley crollò e sbagliò i liberi decisivi in una gara-5 decisamente al supplementare.  Houston vince gara-5, gara-6 e gara-7. Fa l’impensabile. 

In finale di conference, Houston trova San Antonio Spurs, la squadra migliore della parte ovest del NBA. A questo giro, Olajuwon si trova contro l’MVP della stagione regolare, David Robinson. 29 punti di media e una presenza difesa da far paura a qualunque centro. Ma Hakeem lo asfalta. No, seriamente, non c’è storia.

“Ho difeso bene, ho giocato bene, ma lui ha fatto cose incredibili” dirà David Robinson. Olajuwon chiude la serie con 35 punti, 12.5 rimbalzi e 4 stoppate di media. Non c’è storia. Houston vola nuovamente in finale. 

La Finale NBA è contro gli Orlando Magic di Hardaway e di un ragazzino molto forte: Shaquille O’Neal. Gara-1 va ai Rockets che riescono a contenere Shaq e la sua esplosività. Ma vincono solo al supplementare. Houston fatica.

La storia non cambia molto in Gara-2. Come anche Gara-3. Sono 31 i punti di media di Olajuwon. Houston ha un match point importantissimo. E infatti lo sweep è completo. I Rockets vincono Gara-4 e portano a casa il titolo. “The Dream” fa un altro capolavoro: 35 punti e 15 rimbalzi. Olajuwon viene incoronato nuovamente MVP delle Finals e gli Houston vincono per due volte di fila. Nessuno ci avrebbe scommesso un centesimo nel 1993. 

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