Pagamenti digitali e comodità: il grande successo del food delivery

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Nelle città deserte dei giorni del lockdown, con le strade senza pedoni e pochissime macchine, qualche taxi e ambulanze, una presenza costante abbiamo visto: i rider del food delivery.

Ordinare cibo a domicilio, una pratica smart che ha da tempo fatto breccia nel cuore dei millennial, è diventato durante l’emergenza COVID-19 una popolare abitudine con ristoranti e pizzerie chiuse. Abbiamo ordinato la pizza, le lasagne e anche tanti alimentari. Il mondo del food delivery non solo non si è fermato in questo periodo ma ha attratto nuova clientela e molto spesso è stato un modo per i ristoratori di non chiudere definitivamente. 

Secondo l’osservatorio Just Eat il 34% su un campione di utenti non aveva mai ordinato digital food delivery prima. Di questi oltre il 60% pare non ne avesse mai sentito l’esigenza, guidata invece durante il periodo di chiusura, proprio dall’impossibilità di ritirare il cibo al ristorante (44%) abitudine più che consolidata in Italia, ma anche dalla mancanza di voglia di cucinare (31%) e anche con l’idea di consumare un pranzo o una cena diversi dal solito (29%) o regalarsi una coccola (22%).

Cresce quindi l’uso del digitale per gli ordini di cibo a domicilio, soprattutto in relazione anche ai pagamenti digitali, preferiti dai nuovi utenti e in quota crescente del +36%, con una spesa superiore rispetto a quella che i clienti fanno mediamente con il contante, e portando al 70% del totale le transazioni in digitale, anche a causa di una riduzione del cash in termini di valori assoluti.

Lungo tutta la Penisola, durante il periodo di emergenza sanitaria, la quota dei pagamenti digitali si è distribuita in modo importante: al Nord, dove la quota di pagamenti digitali era il 55% prima del Covid-19, è cresciuta ora del 31% arrivando a 72%, nel Centro Italia ha avuto un incremento del 32% passando dal 50% al 66%, mentre al Sud la crescita è del 53%, passando dal 34% al 52%.

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