Zelig, un programma comico molto italiano

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Dopo diversi anni dalla chiusura del programma su Canale 5 e dal passaggio su un canale personale sul digitale terrestre, Zelig ha deciso di festeggiarsi questa sera con una puntata streaming dove ciascuno dei comici ha prodotto uno sketch in favore dei fan. A dirigere il traffico dei contenuti gli storici presentatori Claudio Bisio e Vanessa Incontrada.

Ma cosa ci ha lasciato a quattro anni dalla dipartita con Mediaset? Una serie di tormentoni, qualche venerdì sera lungo e mediamente divertente, e poi.. il vuoto. Sì, perché, prendendo in prestito le parole di Stanis La Rochelle – personaggio di Boris – Zelig è stato un programma comico molto italiano. Ha saputo convincere una massa di persone che richiedevano oltremodo leggerezza, spesso prosciugando la capacità degli autori di saper innovare. Per questo dopo cinque anni (2003-2007) erano già state sparate tutte le cartucce possibili e molti comici avevano già fatto scoppiare la bolla della propria mediocrità.

Zelig ha saputo cogliere un momento e gli ha dato il volto. Ha preso i residui dei cinepanettoni e li ha conditi di battute, battutine, quasi barzellette. Ha cavalcato l’onda, l’effimero e molti hanno pagato questa scelta. Gabriele Cirilli è rimasto legato ad una sola battuta (“Chi è Tatiana”?), stesso discorso per le (poco) indimenticabili performance di Fabrizio Fontana, Beppe Braida, Raul Cremona, Marco Della Noce, Teresa Mannino, Giovanni Vernia, Max Pisu, Pali e Dispari, Katia e Valeria, Pino Campagna, Alessandro Fullin e Claudio Batta.

Particolare il caso di Anna Maria Barbera e Ale & Franz: la prima ha avuto un inaspettato successo grazie all’esposizione cinematografica nei cinepanettoni stanchi degli ultimi anni (guarda caso), ma sul palco ha colpito poco nel segno, rimanendo nei soliti cliché del rapporto tra moglie e marito; i secondi hanno colpito nel segno con segmento, quello della panchina, ma non sono mai riusciti a ripetersi. I film che li han visti protagonisti sono stati scarsi e, a parte il programma “Buona la prima”, non sono riusciti a mantenersi una longevità.

Eppure non si può dire che Zelig non abbia avuto i pesi massimi della risata. Checco Zalone esce fuori da questa scuola, anche se ha dimostrato anch’egli di essere legato alla ripetitività. Enrico Bertolino, Paolo Cevoli, Gioele Dix, Paolo Migone, Sergio Sgrilli, Flavio Oreglio, Leonardo Manera, Giuseppe Giacobazzi, Zuzzurro e Gaspare e Ficarra e Picone invece hanno fatto davvero ridere rispetto ai loro colleghi. La loro preparazione teatrale non era improvvisata, non era legata ad un tormentone specifico, ma a personaggi ben definiti e ad una lucida (quanto, talvolta, surreale) visione della realtà.

Il culto della risata veloce, di natura bassa e semplice, talvolta fin troppo semplice, è stata poi riprodotta con un livello infimo anche da altre parti. Colorado e Made In Sud sono l’esempio lampante di una perdita di coscienza di cosa sia la comicità. Zelig in questo ha dato una mano, ma bontà sua poteva confidare in diversi motivi di qualità e in un Claudio Bisio e Vanessa Incontrada che si sono rivelati davvero come la coppia più affiatata della televisione italiana. Nessuno nel mentre e nessuno dopo è stato in grado di pareggiare (almeno) lo stesso grado di bravura nella gestione di un programma così complesso. Ecco perché è un bene che il programma di anniversario riparta da loro.

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