Gucci cambierà radicalmente la sua storia nella moda

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Nella notte tra sabato e domenica, Alessandro Michele ha pubblicato sull’account Instagram di Gucci una dichiarazione di intenti che sa di rivoluzione.

Il Direttore Creativo di Gucci, nella sua lunga riflessione, propone un rigetto totale dello status quo e di un sistema ormai obsoleto: ritornare a due sole presentazioni all’anno, no alla stagionalità, no agli show intesi come abbiamo imparato a conoscerli fino ad ora, rifiuto della terminologia della distribuzione ufficiale come pre-collection, capsule, drop, etc.

Appunti Dal Silenzio” è una riflessione figlia di giorni e giorni di consididerazioni, una sorta di diario. Ecco uno stralcio:

“In questi giorni di confinamenti, dentro un tempo sospeso che fatichiamo a immaginare libero, provo a interrogarmi sul senso del mio agire. È un’interrogazione per me vitale e urgente, che mi obbliga a un ascolto sottile, a un sostare attento. È il tentativo di nominare, con la precisione dell’amore, le mie paure e i miei desideri. È la possibilità di sfidare l’afasia che ogni trauma impone. In fondo, la tragedia che stiamo vivendo sta aprendo nuovi spazi di riflessione. Non avremmo mai potuto immaginare di poterci sentire così legati alla vita da un vincolo di tremore e di tenerezza straziante. Non avremmo mai potuto pensare di ricontattare, in maniera così profonda, la fragilità del nostro destino creaturale. Il nostro bisogno di reciprocità. Ci siamo scoperti piccola cosa. Un miracolo di niente. Abbiamo soprattutto capito di essere andati fuori misura. Le nostre azioni spregiudicate hanno incendiato la casa che abitiamo. Ci siamo creduti altro rispetto alla natura, più furbi e onnipotenti. L’abbiamo addomesticata, dominata, ferita. Abbiamo scatenato Prometeo, e sepolto Pan. Quanta superbia ci ha fatto smarrire la sorellanza con le farfalle, i fiori, gli alberi e le radici. Quanta spregiudicata avidità ci ha fatto perdere l’intesa e la cura, la connessione e l’appartenenza. Abbiamo terremotato la sacralità della vita, dimentichi del nostro essere specie. Alla fine, ci è mancato il respiro”.

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