Alex Zanardi, il combattente

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2000. Alex Zanardi oramai si sente un ex pilota.

Dopo essere stato appiedato dalla Williams in Formula 1, Alex si sente stanco di quel mondo così veloce ma così infame. Però è il suo mondo, e non può farne a meno.

Riceve una chiamata da Morris Nunn. Nunn è stato l’ingegnere di pista di Alex ai tempi della Formula CART (ai tempi, il più importante campionato motoristico negli Stati Uniti). Nunn gli propone un test con la nuova vettura della sua scuderia.

Zanardi ha ricordi molto belli della Formula CART: Due volte campione nel 1997 e 1998, prima del suddetto ritorno in Formula 1. La risposta del pilota bolognese non può che essere affermativa.

Il test a Luglio è un gran successo. E Nunn, furbo come una volpe e sapendo con chi aveva a che fare, propone ad Alex di correre per lui durante la stagione 2001 di Formula CART.

L’esperienza in Formula 1 è oramai il passato. Ma la stagione non parte bene. Zanardi trova a fatica il compromesso giusto con la macchina. Dopo diversi ritiri, le speranze del bolognese sono nel baratro. Ma la sua Reynard/Honda comincia a funzionare come si deve, Zanardi si avvicina alle posizioni che conta. A Toronto riesce a chiudere al 4° posto. Le speranze tornando ad aumentare.

La Formula CART parte per il vecchio continente. In Germania, al Lausitzring. L’aria che si respira, però, è abbastanza pesante. E’ il 12 Settembre 2001. I dirigenti pensano anche di annullare la gara. Però alla fine si decide di correre, e la gara viene denominata la “American Memorial Championship 500”.

Passiamo al giorno dopo, il giorno delle prove. La pioggia fa da protagonista in quel del Lausitzring. Le macchine non possono scendere in pista nel catino tedesco. E’ troppo pericoloso. Prove rinviate al giorno dopo.

E il giorno dopo, il team Mo Nunn Racing fa il botto: al primo posto si piazza Tony Kanaan e al secondo posto Alex Zanardi. La situazione sembra positiva in vista delle qualifiche. Ma il clima tedesco non sembra d’accordo. Una scarica di pioggia colpisce nuovamente l’autodromo e qualifiche annullate.

Per Zanardi è un colpo molto duro: per regolamento, in caso di mancato svolgimento delle qualifiche, la griglia di partenza è determinata dalla Classifica Piloti. Zanardi è costretto a partire dalle 23esima posizione. Non è quello che si aspettava.

15 Settembre 2001. Giorno di Gara. La commissione di gara decide che i piloti possono girare liberamente per 30 minuti sulla pista, per poter gommare la pista e dargli confidenza. Le Mo Nunn Racing continuano a padroneggiare. Kanaan-Zanardi sono primo e secondo. Questo fa ancora più arrabbiare Zanardi, conscio di dover fare la gara della vita.

Parte la gara e i primi quattro scappano: Andretti, Tagliani, Carpentier e Franchitti si prendono un bel vantaggio. Passiamo al 64esimo giro: La Safety Car viene chiamata in causa, e questo aiuta Zanardi nella sua rimonta. Il gruppo viene ricompattato. Appena riparte la gara, Kanaan e Zanardi passano in prima e seconda posizione.

Al 123esimo passaggio Alex passa il brasiliano e si prende la vetta della gara. Zanardi è indemoniato. 19 giri dopo, Zanardi deve effettuare la sua ultima sosta ai box. Quella che sulla carta sembra una passeggiata. Appena esce dai box, Zanardi stacca il limitatore e per qualche assurdo motivo perde il controllo della sua vettura, finendo di traverso in piena traiettoria.

Come un lampo a 320 km/h, Alex Tagliani non riesce ad evitare la macchina del pilota italiano. L’impatto è tremendo. L’auto viene tranciata in due. E anche il pilota al suo interno. Prima di svenire, Zanardi prova a slacciarsi il casco, come se fosse stato solo un incidente.

Steve Olvey, medico della Formula CART, descriverà la scena dell’incidente come se ci fosse stata l’esplosione di una bomba: “Sono arrivato di corsa, e nella fretta sono scivolato su una chiazza di qualcosa che pensavo fosse olio. Solo quando ho visto il rosso sui miei vestiti ho capito che era il sangue di Alex…“.

Zanardi ha perso i sensi, le gambe e potrebbe perdere anche la vita. Gli è rimasto solo un litro di sangue in corpo oramai e gli viene data anche l’estrema unzione. Oramai le speranze per lui sono ridotte al niente. Viene trasportato in eliambulanza all’ospedale di Berlino dove Alex lotta oramai contro la morte.

Dopo 15 operazioni e 4 giorni di coma farmacologico, Zanardi comincia a migliorare. E dopo 45 giorni, Alex Zanardi viene dimesso dall’ospedale. Incredibilmente vivo.

20 mesi e un estenuante riabilitazione, Zanardi torna su una vettura di Formula CART, appositamente modificata per la sua condizione. Alex completerà quei giri che gli rimanevano al Lausitzring, quei 13 giri che lo avevano separato dalla vittoria.

Non fu la sola impresa di Zanardi nel suo post incidente. La sua è una carriera di imprese: in WTCC, nei Mondiali di Handbike, nelle Paralimpiadi. Alex Zanardi è un combattente.

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