Rivoluzione design per le case, che cambiano in nome dell’igiene

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L’isolamento sociale ha stimolato architetti, ingegneri, interior designer e aziende a ripensare integralmente gli spazi degli uffici e dei luoghi di aggregazione ed ora anche degli ambienti domestici perché lo stile di vita e le esigenze casalinghe degli italiani sono cambiate per la pandemia e sono in molti a scommettere che non ritorneranno più quelle di prima. 

Le nuove necessità non si perderanno con l’affievolirsi dei contagi perché nel frattempo ci stiamo abituando ad alcune regole igieniche e, inoltre, non tutto della ‘clausura’ è stato negativo: il tempo passato fra le mura domestiche ha fatto scoprire l’importanza delle nostre case non più vissute di fretta, alla pari di ‘alberghi’ dove dormire o mangiare, ma come luoghi per vivere in modo più articolato e per più tempo. 

L’altra faccia dell’isolamento è stata l’opportunità di scoprire uno stile di vita più casalingo anche gradevole tanto da spingere i designer italiani a ripensare interamente gli spazi abitativi, oltre che i luoghi di lavoro, rimodulando gli spazi dedicati allo smart working, all’allenamento sportivo, alla cura di sé, all’aggregazione o al relax. 

Nel prossimo futuro supereremo la concezione di casa come l’abbiamo pensata e vissuta fino a prima dell’emergenza sanitaria. Cresce l’esigenza di sfruttare in modo migliore anche gli spazi esterni come giardini, verande e terrazze, aumenta la necessità del co-living. 

La cabina armadio o la zona in prossimità dell’armadio può includere un’area per l’igienizzazione a vapore di capi e accessori con sistemi di stiratura verticali. Nuovi i box igienizzanti a forma di armadietto (come AirDresser di Samsung, con sistema certificato) dove riporre abiti e accessori usati fuori casa. Dotati di un sistema igienizzante a vapore sembrano eliminare polvere, sporco superficiale, cattivi odori, acari e germi. 

Già realizzate nuove porte a scrigno con apertura automatica e perfino quinte a libreria che si aprono alla bisogna su altre zone, attivate elettricamente con fotocellula o telecomando (come il nuovo il sistema di porte mobili dell’italiana Lualdi).

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