“Dark Boys Club”: tutti dentro al club della Dark Polo Gang

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Venerdì scorso è uscito dopo tanta attesa il nuovo album del collettivo romano che ha fatto esplodere il fenomeno della trap in tutta l’Italia. A dire il vero il nuovo lavoro è stato lanciato come mixtape nonostante abbia tutti i requisiti per essere un album di inediti, dai testi alle produzioni tutte originali.

Dopo Trap Lovers abbiamo tutti pensato che ormai la banda fosse finita, prospettiva avvalorata sia dall’allontanamento di Side e sia per il balzo nel mondo della televisione e delle major. Pyrex, Tony e Wayne hanno continuato a pubblicare qualche progetto, qualche singolo a dire il vero, facendo passare circa due anni prima di tornare sulla scena così.

Copertina nel loro stile, quello grezzo, cupo e da “coatti”. Titolo abbastanza in linea con le aspettative e una scaletta che dopo una prima lettura ci lascia perplessi: featuring, featuring e ancora featuring. Anche per quanto riguarda le strumentali. Ad aprire le danze c’è Dark e lo scetticismo viene subito smontato: produzione di Sick Luke e Youngotti, al microfono solamente i tre della Gang e attitudine alla vecchia maniera. Con Gang è quasi la stessa musica: produzione di Youngotti, i tre al microfono ma un attitudine che sembra più un’americanata che altro. Da qui in poi sinceramente niente di positivo.

Sì le strumentali sono belle, spingono ma tra i vari Chris Nolan, Andry The Hitmaker, Ketama126, Kermit, Charlie Charles e i due citati in precedenza l’anima delle canzoni cambia costantemente. Hanno tutti generi diversi e anche se in certi casi al fianco dei producer c’è la supervisione di Sick Luke, membro effettivo della DPG, il tutto rende questo mixtape una compilation di trap italiana. Il club a questo giro si è riempito soprattutto di collaborazioni sopra ai beat, fin troppe, volevano il “sold out” giù all’interno del disco.

I featuring scelti sono tutti da 10 e lode, come nomi, ma pochi sono riusciti a distinguersi: Tedua in Savage, Ketama126 in Dark Love Gang e basta pure. Triste ammettere che tutti gli altri non ci abbiano fatto saltare dalla sedia come ci aspettavamo: Lazza e Salmo in Pussy ci stanno alla grande su una produzione a casa dritta ma avrebbero potuto brillare di più, Capo Plaza in Amiri Boys sembra la scopiazzatura di se stesso, Traffik in #FreeTraffik sembra non odiare più il trio e Anna sinceramente non si sa cosa ci faccia in un disco del genere soprattutto in una traccia come Biberon. Ah sì poi ci sono anche Boro Boro, Samurai Jay, Mambolosco, Drefgold e Oni One.

Tutti dentro al club. Sinceramente è un disco che può essere anche apprezzato tra i vari alti e bassi lungo il corso dell’ascolto. Non è da buttare, sia chiaro, solo che ci aspettavamo qualcosa di diverso da una mega compilation di dieci tracce con featuring altalenanti e testi tutti uguali tra loro. Il fatto che sia stato annunciato come mixtape in realtà ci fa pensare a un album in uscita nei prossimi mesi. Magari con qualche collaborazione qua e con le produzioni principalmente curate da Sick Luke o comunque con un prodotto finale che non sembri una brutta evoluzione ma che abbia il sapore di una crescita vera e propria.

Noi nella Dark Polo Gang confidiamo, del resto è un collettivo che senza nemmeno saperlo ha aperto le porte alla trap italiana e lo ha fatto cavalcando l’onda delle critiche e arrivando a piacere più agli haters che ai primi ammiratori. A conti fatti questo mixtape è stato più una delusione che altro ma la prospettiva di un vero album tiene accese le speranze.

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