La generazione dei fenomeni

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Svezia 1989. Siamo ai campionati europei di Pallavolo. Quello che si sta svolgendo in Scandinavia è un torneo che per noi Italiani sarà l’inizio di qualcosa di splendido, di miracoloso.

La Pallavolo, sport abbastanza popolare in Italia, non aveva mai ruggito così forte. Una medaglia d’Argento ai Mondiali ’78. Un Bronzo alle Olimpiadi del 84. Per il resto niente, niente di importante.

Fino all’89. Dietro la cosiddetta ‘Generazione dei Fenomeni’, l’artefice principale è Julio Velasco. L’argentino già quando allenava Modena, aveva messo le basi per quello che diventerà il futuro della Nazionale Italiana: Luca Cantagalli, Andrea Lucchetta, Lorenzo Bernardi erano i protagonisti di anni di successi in Emilia. Con loro, in Nazionale, arrivarono i rivali di sempre da Parma: Andrea Zorzi, Andrea Giani e Marco Bracci.

Queste sono le fondamenta di una delle squadre più forti di sempre.

Torniamo in Svezia, banco di prova per la squadra di Velasco. L’Italia batte la Bulgaria, la Germania Est, la Germania Ovest e la Svezia.L’Italia vola in Semifinale contro l’Olanda, che viene facilmente battuta. E in finale, di nuovo contro la Svezia.

Gli azzurri vincono. Battono la Svezia. Questa vittoria risveglia gli animi Italiani sulla Pallavolo, che arriva prepotentemente in TV e sulla bocca di tutti. Gli Italiani si innamorano della Pallavolo, si innamorano del gioco della Nazionale. Passiamo al 1990. Gli Azzurri volano in Brasile, a casa dei favoriti. Siamo al Mondiale del Brasile, delle squadre dell’Est, dell’Unione Sovietica. La concorrenza è fortemente agguerrita.

L’Italia arriva seconda nel Girone D. Dietro solo Cuba. Negli Ottavi di Finale, l’Italia batte la Cecoslovacchia con un secco 3-0. Stessa storia nei Quarti di Finale contro l’Argentina.

In Semifinale, la storia sembra diversa. L’Italia trova i padroni di casa del Brasile. Gli uomini di Velasco non si fanno spaventare: davanti a 20000 spettatori, al Maracanãzinho di Rio de Janeiro, l’Italia mette la pietra miliare verso un risultato storico.

Il Brasile vince il primo set 15-6, mentre l’Italia riesce a fare suo il secondo e il terzo set. Il Brasile prende il quarto set. Siamo 2-2. Quinto set, siamo al 14-13 Italia. Si gioca da ben due ore. Brasile in battuta. Capitan Lucchetta martella la palla verso la metà Brasiliana. La festa azzurra può partire, la disperazione brasiliana può cominciare.

La Finale è una partita già vista in questo Mondiale. Italia contro Cuba. Dei caraibici è l’unica sconfitta degli azzurri in questo Mondiale, 3-0 secco nei gironi. E’ la squadra più forte. In squadra avevano uno dei più forti schiacciatori di tutti i tempi, Joel Despaigne, detto El Diablo.

Ma come nelle più belle storie, la storia si capovolge. Cuba vince il primo set, L’Italia vince il secondo e il terzo set. I Cubani non si arrendono però. Il quarto set è giocato su un sottile equilibrio. Si gioca punto a punto e si arriva al 15-14 per gli Azzurri. Per vincere bisogna avere due punti di scarto. Arriva il Match Point per l’Italia. Ma niente da fare, El Diablo prende in mano la sua squadra e ferma ogni attacco Italiano.

Ma anche l’Italia ha il suo comandante. Lucchetta riesce a fermare ogni attacco di Despaigne e porta gli azzurri a costruire la palla decisiva. Bernardi schiaccia, la palla tocca il muro cubano e poi va fuori dal campo. Il punto decisivo è conquistato.

Il Miracolo è completo, la festa e le lacrime posso partire. Jacopo Volpi, storico telecronista Rai può urlare “Campioni del Mondo, Campioni del Mondo, Campioni del Mondo”.

Il Maracanãzinho si tinge di azzurro. Questo mondiale è il primo successo della Pallavolo Italiana ma non l’ultimo negli anni ’90. La Pallavolo è entrata definitivamente nelle case italiane.

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