Ronald Ratzengerger, l’altra vittima

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C’è un’altra storia oltre a quella di Ayrton Senna ad Imola. Sfortunatamente, quel weekend maledetto, si porto via un altro pilota: Il 34enne Ronald Ratzenberger. 

Oggi racconteremo la sua storia.

Nato il 4 Luglio del 1960 a Salisburgo, Ronald inizia subito ad assaporare il mondo delle corse, seguendo le orme del suo idolo Niki Lauda. Appena diventato maggiorenne, l’austriaco lascia gli studi per diventare meccanico. Riuscì a trovare l’approdo in F3 Inglese, dove si tolse qualche soddisfazione.

Arriviamo al 1987, dove Ratzenberger partecipa, per la prima volta, alla 24 Ore di Le Mans, che lo vedrà partecipe per i 5 anni successivi. 

Riuscì ad ottenere due buoni risultati nella stagione 1992 e 1993 in F3 Giapponese, rispettivamente settimo e undicesimo posto.

Finalmente, nel 1994, riesce ad ottenere un posto in Formula 1. La sua avventura durerà solo 37 giorni, sfortunatamente. 

Arrivato in una modesta Simtek, l’austriaco non brillerà.
Non riuscirà a qualificarsi per il Gran Premio del Brasile, mentre nel Gran Premio del Pacifico riuscirà a finire la gara, al 11esimo posto. 

E arriviamo al weekend di Imola. 

Siamo al primo Gran Premio europeo della stagione 1994. 
Durante le prove libere del Venerdì, Rubens Barrichello uscì di traiettoria alla Variante Bassa, ribaltandosi alla via di fuga.

Le prove vengono interrotte e il brasiliano viene portato in ospedale dove riscontrerà una frattura al setto nasale, un braccio rotto e una costola incrinata. 

Il carosello della Formula 1 comunque andrà avanti. Fino a quelle maledette qualifiche del Sabato.

Seconda sessione di qualifica, Ratzenberger fa un errore alla chicane delle Acque Minerali. L’austriaco esce di pista danneggiando l’alettone anteriore e nel rettilineo che divide la curva Tamburello e la Curva Villeneuve, l’ala si stacca e s’infila sotto la vettura. La monoposto è incontrollabile e si schianta contro il muretto ad oltre 300 km/h. La macchina, dopo diversi testacoda, si sposta verso il centro della pista.

L’immagine che si presenta non lascia spazi ad incomprensioni. Il casco dell’austriaco è immobile e appoggiato al lato della macchina. I soccorsi sono immediati ma inutili. L’autodromo è in silenzio. La causa della morte è una frattura alla base cranica. Furono inutili i tentativi dei medici di salvarlo.

Anche Ayrton Senna rimase pietrificato dall’accaduto. 

Erano 8 anni che la morte non colpiva in Formula 1. L’ultimo a perdere la vita su una monoposto della categoria, fu De Angelis durante un test privato. 

Dopo che la Simtek di Ratzenberger venne tolta dal tracciato, le prove vennero fatte ripartire. Le Benetton, le Sauber e Ayrton Senna decisero comunque di non effettuare altri giri. 

Al funerale dell’austriaco si presenteranno appena 250 persone, contro le milioni del funerale di Senna.

Le due carriere sono state diametralmente opposte. Ayrton Senna è stato un pluricampione del mondo, ancora oggi ricordato come una dei piloti più forti della storia della Formula 1.

Ronald Ratzenberger era al suo terzo Gran Premio. Senza nessun risultato importante, e sfortunatamente non ricordato come il brasiliano.

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