Criminal, tre stanze di suspense per un solo caso

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Tra le serie originali proposte da Netflix ce n’è una che ciclicamente circola e ricircola nella top 10, segno che possa essere ripresa in ogni momento. “Criminal” è un risultato un esperimento vincente di giallo poliziesco che si basa per 45 minuti totalmente sulla suspense.

Il concept è sempre il medesimo in ogni puntata: un interrogatorio di polizia decisivo per far crollare un sospettato. Non c’è un prima o un dopo, quello che è accaduto lo si scopre via via che l’interrogatorio prende vita, si scopre il risultato e poi si chiude lì. Tre le stanze: quella degli interrogatori, la stanza gemella e un corridoio. È un fortissimo bando alle ciance rispetto alle produzioni a cui assistiamo quotidianamente.

Quattro i format: Gran Bretagna, Spagna, Francia e Germania. La cosa buona sarebbe quella di vederle tutte e scoprire assieme ai protagonisti i risvolti della storia (positivi o negativi che possano essere). Tra questi, la serie britannica svetta in maniera poderosa rispetto alle altre, con una maggiore coerenza narrativa e una minore scontatezza sull’esito degli interrogatori.

Nel pieno della verbosità, fanno capolino una maggiore varietà nell’utilizzo delle inquadrature, dei silenzi e del linguaggio corporeo dei protagonisti. In particolare l’attore David Tennant nella prima puntata lancia letteralmente il prodotto oltre l’ostacolo e convince lo spettatore a rimanere incollato allo svolgersi della storia dal primo all’ultimo minuto.

Le puntate sono tre per ciascuna nazione. C’è l’intenzione di ripetere l’esperimento e non stupirebbe di vedere impegnata anche l’Italia con un cast di attori abbastanza forti da competere con i prodotti degli altri paesi.

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