La bolla dark di “I Am Not Ok With This”

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Quando metti dentro un calderone elementi di successo, è normale che lo avrai. ⁣E “I Am Not Ok With This”, dal lancio, è stata costantemente nella top 10 di Netflix. Facile avendo al lavoro il fumettista Charles Forsman (autore della striscia originaria legata alla pellicola), il regista Jonathan Entwistle (The End Of The Fuc***g World) e il produttore Shawn Levy (Stranger Things).

La prima stagione di “I Am Not Ok With This” è un lungo filler. Dà l’impressione sin dalle prime battute che ci sarà una seconda, una terza e forse anche una quarta stagione. Dunque bisogna avere pazienza perché è una prima parte dove vengono delineati i personaggi, gli viene dato un contesto, un vissuto e tanti piccoli dettagli che sicuramente torneranno utili in futuro. C’è il piacere per il paranormale, con la protagonista che somiglia tanto a Undici di Stranger Things.

Sidney vive in una cittadina che probabilmente neanche esiste, con una condizione familiare colpita dal lutto del padre, suicidatosi per motivi inconfessabili. La ragazza sviluppa in breve tempo delle abilità telecinetiche che scatenando la sua rabbia possono avere effetti devastanti. E la rabbia, vista la situazione precaria in cui vive, si scatena in diversi modi esattamente come capitava a Undici. Condivide la stessa stranezza, la stessa apatia, e quella ricerca del sentimento che potrebbe salvarla dal disturbo.

Al suo fianco si trovano la migliore amica Dina e il neo amico Stan: entrambi reputati strambi (come lo erano Will, Lucas, Dustin e Mike in Stranger), vivono con lei uno strano rapporto d’amore e di amicizia che la confondono, come si può essere naturalmente confusi a 16 anni in un liceo. Ha immenso bisogno di loro, e la stramberia si materializza in praticità e utilità per salvarla dai disastri che la sua testa crea.

Il tutto è condito da una doverosa quanto magnifica colonna sonora che accompagna i protagonisti per tutte le otto puntate, scivolando di tanto in tanto in punte di dark. Punte che esplodono nella puntata finale in una bolla forse esagerata, ma che riporta alla memoria una scena madre di “Carrie – Lo sguardo di Satana” – film dell’orrore del 1976 diretto da Brian De Palma.

Le otto puntate scivolano via molto velocemente. Il finale pretende un seguito che arriverà sicuramente nel 2021. Ma intanto sono state poste delle discrete basi per garantire tanto successo alla serie anche in futuro.

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