L’universo di Gesuino Nemus in “L’eresia del cannonau”

217

Dopo La teologia del cinghiale, I bambini sardi non piangono mai e Ora Pro Loco Gesuino Nemus ci riporta nell’allegra comunità di Telévras con L’eresia del cannonau. L’ultima fatica di Nemus, al secolo Matteo Locci, pubblicata nel novembre scorso dalla casa editrice Elliot è un romanzo che rappresenta un inno al tipico vino dell’Ogliastra, il Cannonau e, al tempo stesso, un’interessante immersione nell’antropologia di diversi paesi della Sardegna.

Il romanzo si apre con Ferruccio, ex ergastolano milanese, alla ricerca di una meta all’indomani della sua scarcerazione. Ospite del suo vecchio compagno di cella, Antoni Malugoru, troverà a Telévras la comunità ideale pronta ad accoglierlo. Ma il giorno del suo arrivo la scomparsa della piccola Jasmine, figlia di due venditori ambulanti di passaggio in quel piccolo e remoto paese, mobilità tutta la cittadinanza. Sarà una settimana a dir poco impegnativa per il maresciallo Ettore Tigassu, il barista Samuele Baccanti, il centenario Aedo Pistis, il sacerdote africano Padre Carlo, Ferruccio e la sua nuova fidanzata Marta.

C’è poi il cane, Bregungia (vergogna), ormai adottato da tutti i paesani a discapito di un padrone che tutte le sere gli legge le lettere di Gramsci. Tutti i personaggi animati dal culto per il Cannonau, che scorre a fiumi per le vie del piccolo paese ogliastrino, alla ricerca della povera piccola (più nera del cannonau) contribuiscono a creare un’atmosfera da fiaba.

Un romanzo senza tante pretese quello di Nemus con una visione della Sardegna abbastanza stereotipata, ma mai esagerata. La lettura è scorrevole ed è impossibile non affezionarsi agli abitanti di questa comunità telèvrese che si esprimono a metà tra il sardo e l’italiano e ne combinano di tutti colori, senza mai essere blasfemi nei confronti della loro religione: il Cannonau. È con parecchia leggerezza che Nemus si districa musicalmente tra Faber, Piero Ciampi, i muttettus della tradizione sarda e Claudia Aru, è un ritornello ricorrente quel “Ghetta tassa immoi, ghetta tassa innoi”.

Insomma, L’eresia del cannonau è sicuramente un libro da consigliare a chi ama la Sardegna e a chi se ne vuol innamorare. Gesuino Nemus conferma il suo genio letterario con una scrittura non troppo ricercata che con semplicità porta a conoscere parecchi risvolti della società sarda.

Commenti da Facebook