Food e vino, l’altra faccia dell’emergenza Covid-19

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Il superlavoro è arrivato con l’epidemia e la quarantena. Ci sono interi comparti produttivi che non hanno smesso né di produrre né di vendere. Anzi si sono ritrovati con aumenti di ordini e di fatturato oltre le aspettative.

Esiste un’altra faccia dell’emergenza Covid-19, con aziende che per ora hanno visto da molto lontano lo spettro della disoccupazione e cassa integrazione. Piero Pasturenzi è il direttore dello stabilimento di AB Mauri a Casteggio, in provincia di Pavia: si trova qui il secondo produttore di lievito in Italia. Ha spiegato: “Il boom l’abbiamo fatto nella grande distribuzione: 10 volte di più. Siamo passati dagli 80 mila kg di cubetti di lievito fresco a marzo di un anno fa ai 228 mila di ora“.

A Livorno nella Bottega amica di Coldiretti, che punta sull’agricoltura italiana con materie prime tracciate, il fatturato è ora più del doppio. Bene anche Cortilia, specializzata nella spesa on line di frutta, verdura, carne e formaggi che vengono da 250 piccoli produttori e arriva a casa in Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna. In un mese la domanda è cresciuta di 10 volte, con migliaia di clienti.

A Firenze nell’enoteca Vigna Vittoria, lontana dal centro e che vende anche vini sfusi, c’è stato un grosso salto di qualità: “Per ritmo di lavoro sembra di essere a Natale, le vendite sono quasi raddoppiate a marzo. Viene più gente, credo sia quella del quartiere visto che si resta in zona“.

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