Locke&Key, una serie che è più di un intrigo

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Senso d’avventura, intrighi, gioco da ragazzi? Macché, “Locke&Key” è molto più di questo. Il 7 febbraio 2020 ha debuttato su Netflix un racconto di otto puntate che narra la storia della famiglia Locke, da poco trasferitasi nella lussuosa villa nel Massachusetts ereditata dopo una tragedia profonda.

Tyler, Kinsey e Bode sono rimasti orfani del loro giovane padre a causa dell’assassinio di un fedele “amico” di Tyler. Un omicidio dovuto a cause magiche (se così possiamo dire) e a disturbi mentali evidenti. Una mente però ammaliata da una fonte maligna che impareremo a conoscere come Eco/Dodge.

Questa Eco istiga il piccolo Bode a fornirle/gli delle chiavi magiche che il terzo genito ha iniziato a trovare all’interno della villa. Chiavi capaci di trasportarti in luoghi desiderati o di entrare nella tua mente, un viaggio oltre ogni aspettativa che i tre giovani e i loro amici sono chiamati a intraprendere.

Una serie che mostra un lato thriller di tutto rispetto, specie quando ha al centro della scena la madre dei tre, la vedova Locke che tra la tristezza dell’assassinio di suo marito, la scoperta di alcuni segreti appartenenti a quest’ultimo e i rinnovati problemi con l’alcolismo, la metteranno a dura prova, anche nel momento dell’utilizzo delle chiavi magiche citate.

Seppur questa serie tocchi anche un lato sentimentale definibile superficiale e caotico quasi quanto Dawson’s Creek, sono certo della buona riuscita della trama principale e quindi di quel reparto misterioso che ora ci pone in attesa di una seconda stagione che tutti speriamo possa essere di buon gusto.

Complessivamente un lavoro rispettabile di Joe Hill, creatore di questa storia giovanile e allo stesso tempo di vecchio stampo, quello giusto.

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