Lo storico scudetto della Dinamo Sassari

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La storia sportiva, e non, racconta che il primo vero momento in cui la Sardegna, si è sentita a tutti gli effetti parte dell’Italia, è il leggendario scudetto del Cagliari nella stagione ’69/’70, guidata dal leggendario Gigi Riva.

In campo cestistico, la regione dei Quattro Mori è sempre stata rilegata a spettatrice delle squadre del continente. Uno degli acuti più alti era la Brill Cagliari che raggiunse la Serie A1 e ci rimase per diversi anni, senza molti successi. Per il resto, nessuna storia particolare, nessuna grande conquista. Fino al 2009.

Nel nord Sardegna, a Sassari, una squadra riesce a conquistare la Serie A1 dopo anni di purgatorio. Successivamente, sfiorerà sempre il sogno ma senza riuscirci. O forse no.

Stagione 2014/2015. Questa è la storia di quella fantastica annata. La pallacanestro proposta da Meo Sacchetti e dalla sua Dinamo Sassari è un qualcosa di mai visto in Italia. La concezione principale è quella di offrire un gioco più legato allo spettacolo che alle tattiche. L’esasperazione del run n’ gun (corri e tira, per i miscredenti), il concetto di un gioco veloce e quasi spensierato, fuori dalle tattiche e dagli schemi della pallacanestro convenzionale.

Il gioco proposto dalla Dinamo Sassari è rapido, intenso, stancante. I marchi di fabbrica del gioco di Sacchetti sono le cose più “americane” della pallacanestro: Schiacciate, stoppate, i tiri da tre punti. La Dinamo è forte e bella da vedere.

Nell’estate 2014, Travis e Drake Diener, protagonisti delle stagioni precedenti, lasciano la Sardegna. Il dubbio è che la squadra si possa trovare con un grande vuoto, perché il gioco di Sacchetti è incentrato sull’esplosività di Travis e sul coraggio di Drake. Non sarà così. La Dinamo costruisce un roster ancora più forte, scegliendo con una precisione, quasi chirurgica, i giocatori perfetti per il gioco che vuole impostare l’allenatore nato ad Altamura.

Arrivano David Logan, fresco di una buona esperienza a Pavia, in LegaDue, e Jerome Dyson, autore di un’annata mostruosa a Brindisi. Due piccoli, playmaker e guardia, con un raggio di tiro da giocatori NBA. Nel ruolo del Centro arriva Shane Lawal. Un giocatore moderno, rapido, con un ottimo salto e una fisicità esplosiva. La squadra viene completata da Jeff Brooks, reduce da diverse ottime stagioni in Italia: rimbalzista, con un ottimo duro e un’altrettanto ottima difesa. Un tuttofare per la squadra sarda. Ultimo ma non ultimo, Rakim Sanders, arrivato in italia dopo due stagioni a spasso per l’Europa. E’ una squadra che respira e mangia pick’ n’ roll, blocchi e penetrazioni.

Il gioco della Dinamo è più simile al gioco degli Houston Rockets di D’Antoni che al gioco classico Italiano. Le soluzioni offensive sono due: tre punti o andare al ferro. Sacchetti mantiene questa filosofia nonostante tutto e tutti, nonostante una bruttissima stagione in Eurolega, dove riuscirà a portare a casa solo una vittoria. La squadra di Sassari, però, è ottima in campionato: Sacchetti non adatta mai il suo gioco agli avversari ma costringe l’avversario a farlo.

La stagione inizia con il botto. La Dinamo vince la Supercoppa Italiana, dopo una splendida finale contro l’Olimpia Milano. Finirà 96-88 per Sassari, con 25 punti di Dyson. In campionato, la Dinamo soffre sul lungo corso. L’Eurolega prima e l’Eurocup dopo, destabilizzano la condizione fisica della squadra, che si mantiene comunque nel gruppo per i Playoff. La stagione finirà con un modesto 19-11, ma le statistiche della squadra di Sassari sono fenomenali: 943 Triple provate, 336 realizzate.

Nelle Final Eight di Coppa Italia, Sassari difende il titolo conquistato l’anno prima. Batte facilmente Cremona al primo Turno (74-63), e in semifinale si trova contro la Reggiana. Sarà un’altra vittoria per la Dinamo (77-65). In Finale, la sfida della Supercoppa e della finale di Coppa Italia dell’anno prima si ripete: Dinamo Sassari vs Olimpia Milano. La squadra di Meo Sacchetti vince e convince: 101-94, 27 punti di Dyson, 25 di Logan e 20 di Sanders. Per Sassari è la seconda Coppa Italia consecutiva.

Passiamo ai Playoff Scudetto.

Il primo ostacolo per questa Dinamo è Trento. La serie finisce in maniera decisiva. 3-1. In semifinale la sfida si ripete: di nuovo contro Milano. La prima partita è in trasferta, al Mediolanum Forum. Sassari strappa un’importante vittoria e difende il vantaggio al PalaSerradimigni. La situazione cambia: Due vittorie per Milano e la serie si pareggia.

Gara-5 si decide ad Assago, in casa dell’Olimpia. Partita tirata fino all’overtime (tempi supplementari, ndr), poi Milano manda tutto in vacca e la Dinamo prende il controllo e vince la partita. La finale scudetto è inaspettata: Reggio Emilia contro Sassari.

La Reggiana la spunta in gara-1 al PalaBigi, con un risultato largo: 82-63, 18 punti di Achille Polonara. In gara-2 il copione si ripete: 84-71 con Polonara che ne tira giù 20. Sassari è in enorme difficoltà, con la possibilità del tracollo finale. Sarà il PalaSerradimigni ad aiutare i sardi: gara-3 finisce con un 80-77 in rimonta. Sassari riesce ad acciuffare il pareggio nella serie all’overtime: gara-4 finisce 94-90, 28 punti per Dyson. 2-2 e la serie va avanti. Reggio vince a casa e Sassari pareggia nuovamente in casa.

Siamo a gara-7. PalaBigi di Reggio Emilia. L’atmosfera è tesissima ma anche molto festosa. Prima della partita i tifosi della Reggiana e quelli di Sassari si ritrovano per un pic-nic improvvisato. La partita parte alla grande per Reggio che finisce il primo quarto con un 21-4 incredibile. Sassari piano piano riprende il controllo della gara e ricuce lo svantaggio con Sanders che fa 18 punti e Dyson che fa 17 punti.

Il finale è deciso punto per punto. Palla per Dyson, arresto e tiro dal gomito. Sassari passa in vantaggio. Altro possesso Dinamo e due tiri liberi guadagnati, mancano pochissimi secondi. Ultimo attacco per la Reggiana che viene prontamente chiuso dalla difesa a zona della squadra di Sacchetti. Sarà il grande ex della partita, Drake Diener, a provare un ultimo tiro, che non porterà nessun risultato. La Dinamo Sassari è campione d’Italia.

La Sardegna intera è in festa. Nessuna lotta fra Cagliari e Sassari, tutta la Sardegna è felice del risultato della SUA squadra. I sardi “tornano” ad essere parte dell’Italia, soprattutto quella sportiva. Per l’onore dell’Italia e della Sardegna.

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