Smart Working: lavorare bene in tempi di Coronavirus

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Col nuovo decreto ministeriale adottato per l’emergenza del Coronavirus, i lavoratori italiani si sono dovuto adattare anche nelle proprie mansioni. Molte aziende, per evitare casi di contagio, hanno concesso ai loro dipendenti di usufruire di un modello di Smart Working.

Di cosa si tratta? Per il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, «lo Smart Working (o Lavoro Agile) è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività».

E il Ministero ha dato il via libera allo Smart Working in queste ultime ore: per le pubbliche amministrazioni la riorganizzazione necessaria a rendere possibile e favorire il lavoro a distanza diventa un obbligo. Èla conseguenza delle misure scritte nel primo decreto Coronavirus, il Dl 9/2020. I dirigenti che non si adegueranno, verranno sanzionati.

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