Il ciclo dell’Ajax è finito prima di cominciare?

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Circa un anno fa l’Ajax stupiva l’Europa andando a sbancare il Santiago Bernabeu e guadagnando l’accesso ai quarti di Champions League, a distanza di dodici mesi e in sole due settimane i lancieri potrebbero aver già concluso un ciclo nemmeno cominciato: l’eliminazione in Europa League per mano del Getafe e la doppia sconfitta contro Heracles Almelo e Az Alkmaar che ha portato questi ultimi a raggiungere i lancieri in testa alla Eredivisie hanno frenato la stagione dei ragazzi di Ten Hag.

Il crollo verticale dei biancorossi nasce da lontano, da un mercato estivo che ha visto partire l’ossatura della squadra: quella che sarebbe dovuta essere una win-win situation, con l’Ajax che raccoglieva i dividendi di cessioni con tanti zeri e i campioncini olandesi diventare campioni assoluti nelle grandi d’Europa, è diventata una – quasi – doppia sconfitta: i lancieri hanno perso la loro stessa essenza, De Ligt alla Juventus e De Jong al Barcellona, i più ambiti del gruppo che ha fatto tremare la Champions, viaggiano tra pochi alti e molti bassi.

Non solo i pezzi grossi, ma anche l’esperienza di Lasse Schone, mai sopra le righe a Genova, o il dodicesimo uomo Dolberg che comunque a Nizza delude meno degli ex compagni. Il paragone con la banda atalantina di Gasperini è dietro l’angolo: chi lascia il Gasp, spesso, non rispetta le attese altrove, così anche abbandonare la strada vecchia (Amsterdam) per la nuova (Torino o Barcellona) è sembrata una scelta troppo precipitosa per tutti.  

Non hanno di certo aiutato gli infortuni di chi è rimasto, dal funanbolico David Neres all’esperienza di Veltman in difesa fino alla duttilità di Labyad e Mazraoui sulle fasce. Per tutta l’annata Ten Hag ha dovuto fare di necessità virtù, non solo lunghe assenze, ma anche piccoli intoppi che hanno messo fuori a turno il capitano Daley Blind, la nuova stella promessa a altri lidi Hakim Ziyech – a giugno sarà del Chelsea – e chi era tornato in Olanda dalla Russia per sopperire alle cessioni ovvero Quincy Promes.

La nuova nidiata, gli olandesi di ritorno e i classici acquisti centro-sudamericani degli ultimi anni non hanno poi dato la linfa sperata: Georgino Dest e Lassina Traore tra i primi hanno sì dato speranza, ma non sui livelli dei predecessori, Ryan Babel è andato a corrente alternata, Edsón Alvarez e Lisandro Martínez non sono riusciti a ripercorrere la strada di Magallán e Tagliafico.

Sono infine mancate le conferme di Van de Beek e Dusan Tadic, come se aver tolto dall’ingranaggio perfetto della scorsa stagione due delle stelle avesse colpito le prestazioni di chi è rimasto: un gruppo totale come il calcio che l’Ajax da sempre promuove e che, senza alcuni pezzi, si è perso per strada.

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