Rivalità latina in Europa

155

L’urna di Nyon nella giornata di ieri ha indicato quali saranno gli accoppiamenti dei prossimi ottavi di Europa League, nei quali saranno coinvolte anche le nostre squadre. Infatti per Inter e Roma sono state sorteggiate rispettivamente Getafe e Sevilla, che danno un sapore latino al turno.

Ma cerchiamo di presentare e tratteggiare quelle che sono le caratteristiche delle compagini spagnole.

GETAFE: La squadra di Madrid occupa attualmente la 6° piazza nel proprio campionato, in piena corsa per la conquista dell’Europa che conta. La squadra di Bordalasè una compagine da non sottovalutare. Il tecnico, ingaggiato quando la squadra militava ancora nella Serie B Spagnola, ha impresso una filosofia estremamente pratica e fortemente ispirata al modello dell’Atletico Madrid.

Il Getafe gioca un 4-4-2 tradizionale, non dalla grande portata estetica ma votato al pressing aggressivo e alle frequenti verticalizzazioni. Uno dei punti forti della squadra di Bordalas è sicuramente il grande agonismo e la durezza fisica, che sembra appartenere al calcio di un’altra epoca (guardate quando la squadra perde palla la pressione che viene portata sul conduttore di palla per velocizzare la manovra di riconquista) e sicuramente risente della forte componente uruguaiana.

Inoltre, come già accennato in precedenza, il calcio del Getafe è estremamente verticale e vede come catalizzatori di gioco i tre attaccanti Molina, Mata e Angel Rodriguez. Molina dopo esser stato scaricato dal Betis sta vivendo una seconda giovinezza e garantisce un apporto costante di reti; Mata è il prototipo dell’attaccante combattivo che non si tira mai indietro da un contrasto ma non per questo disdegna la giocata tecnica. Dopo stagioni passate a dominare le classifiche marcatori della Segunda Division è approdato nel campionato più importante, non vedendo però ridimensionato il proprio rendimento, anzi, lo scorso anno ha anche debuttato a 30 anni nella Nazionale maggiore. Angel Rodriguez è il perfetto game-changer, che quando entra dalla panchina cambia l’inerzia del match e ha una media gol per subentri dalla panchina da assoluta elite.

SIVIGLIA: Sicuramente per la Roma questa sfida avrà più di un significato, data la presenza nella dirigenza del Siviglia dell’ex Monchi, come direttore sportivo, che tanto male si era lasciato con l’ambiente giallorosso. L’ex portiere ha costruito una squadra che, nonostante le grandi rivoluzioni estive ed invernali, rispecchiasse la sua filosofia di calcio e fosse diretta da un allenatore che ne condividesse le prospettive, Julen Lopetegui. La squadra biancorossa occupa la 3° posizione in classifica ed è reduce da un successo per 3-0 proprio contro il Getafe. 

La proposta di gioco di Lopetegui si basa su un 4-3-3 molto studiato e rimaneggiato nel corso della stagione per raggiungere la massima efficienza. Il pacchetto arretrato è di assoluto livello con Jesus Navas e Reguillon ad arare le fasce e contribuire alla fase offensiva; il giovane Koundè, proveniente dal Bordeaux, e Diego Carlos, una delle note più liete di questa stagione, completano il reparto. 

Il ruolo di equilibrato e di schermo difensivo viene egregiamente svolto dall’ex Sampdoria, Fernando, che permette a Banega o Jordan di abbassarsi e poter impostare la manovra. Il centrocampista Rosarino, nonostante le contestazione ricevute causa un addio già annunciato, è di comprovata esperienza europea e abbiamo imparato come il suo rendimento si elevi con l’accrescersi della posta in palio. Jordan, invece, è il centrocampista che ha offerto maggiori garanzie di rendimento, sia in termini di goal (fare attenzione al tiro dalla distanza) che di assist.

L’attacco si completa con: Suso, che la Roma ben conosce per i suoi trascorsi nel Milan e per aver tentato di acquistarlo proprio nella finestra invernale, ma deve ancora ritrovare una costanza di rendimento; De Jong che non sta trovando il solito rendimento realizzativo, probabilmente perché poco adatto al gioco di Lopetegui, ma unico sopravvissuto a discapito di Dabbour ed Hernandez, ceduti a gennaio; Lucas Ocampo, la vera stella di questa squadra, il giocatore ex Milan e Marsiglia sembra essersi ricongiunto con il proprio calcio e le prestazioni sono lì a testimoniarlo. La Roma dovrà essere attenta, in un periodo in cui i sincronismi difensivi non sembravo funzionare al meglio, soprattutto ai continui scambi di posizione che Lopetegui impone ai sui esterni offensivi e alle continue sortite offensive dei terzini, molto tecnici e velocissimi.

A cura di Lorenzo Baris

Commenti da Facebook