Quali sono gli alimenti che allungano la vita?

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Alimenti che allungano la vita
Alimenti che allungano la vita

Le abitudini alimentari, ne abbiamo parlato in più occasioni, influenzano in maniera importante il benessere personale. Oggi è ampiamente dimostrato che un’alimentazione corretta, abbinata all’attività fisica, possa prevenire l’insorgere di un gran numero di patologie. D’altra parte, però, bisogna evitare l’abuso di farine raffinate e zuccheri, che possono avere effetti negativi sulla nostra salute.

Da poco abbiamo letto un interessante studio su JAMA (il giornale dell’associazione medica americana) in cui gli esperti valutano la relazione tra abitudini alimentari e mortalità per alcune malattie cardiometaboliche (ad esempio malattia cardiaca, stroke o diabete di tipo 2).

Lo studio presenta i dati rilevati nel 2002 e successivamente nel 2012 su un elevato numero di pazienti, associando le abitudini alimentari e la dieta personale ed esaminando lo stato di salute dei singoli pazienti.

I risultati sono stati sconvolgenti: si è visto che su circa 700.000 decessi per malattie cardiometaboliche, la metà di queste era legato ad una dieta sbagliata e poco sana. Con una corretta nutrizione, modificando quindi le abitudini alimentare, è stato stimato che si potrebbe dimezzare il numero di decessi, e quindi allungare la vita di quasi 350.000 persone.

Questi numeri, senza ulteriori approfondimenti, giustificherebbero la necessità di implementare campagne di sensibilizzazione su larga scala per convincere i consumatori della necessità di una maggior attenzione all’alimentazione personale e dei propri cari.

Lo studio americano ha cercato inoltre di capire se ci fosse, tra le varie abitudini alimentari dei soggetti, un “killer” principale, ossia un alimento il cui abuso fosse in comune tra i casi di decesso.

È emerso che l’eccessivo consumo di sale e lo scarso consumo di semi oleosi (frutta secca) siano le due abitudini alimentari più frequentemente associate all’incremento della mortalità.

Il sale è causa di ipertensione: ridurne il consumo sarebbe in grado di allungare la vita di migliaia di persone. Parallelamente si è visto come il mancato consumo ridotto di semi oleosi, ricchi in proteine e grassi “buoni”, sia anch’esso proporzionale all’incremento della mortalità dei soggetti oggetto di studio durante un decennio intero. I semi oleosi, se non tostati, riducono il rischio cardiovascolare e e costituiscono un’ottima fonte proteica utile al raggiungimento del target quotidiano.

Photo credit MASSOUD HOSSAINI/AFP/Getty Images
Photo credit MASSOUD HOSSAINI/AFP/Getty Images

Inoltre, anche se con meno impatto rispetto a quanto detto sopra, è emerso che il basso consumo di frutta e verdura è tra i fattori di rischio per i problemi cardiovascolari. Con una dieta che preveda una giusta dose di fibre, frutta, verdura e di semi oleosi e con un ridotto consumo di sale si potrebbe praticamente dimezzare la mortalità per malattie cardiovascolari, ictus e diabete!

E per quanto riguarda il consumo di carne rossa e di latticini, di cui si sente così tanto parlare?

Gli studiosi hanno differenziato la carne rossa trasformata da quella non lavorata, e hanno dimostrato come quella non trasformata sia associata con solo lo 0.4% dei decessi, quindi una percentuale assolutamente non rilevante. Per i latticini invece non si è dimostrata alcuna associazione statistica.

Questo conferma ancora una volta come non esista un cibo “cattivo”, ma ad essere “cattive” sono le abitudini, che portano a un consumo smodato e ripetitivo di alimenti dannosi sul lungo termine.

In conclusione, una dieta sana ed equilibrata può davvero concorrere ad allungare in maniera significativa la nostra vita, unitamente a uno stile di vita dinamico (e lontano dal divano, dato che la sedentarietà è un altro grandissimo fattore di rischio cardiovascolare).

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