Variabilità alimentare, il segreto per il tuo benessere

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Variabilità alimentare, il segreto per il tuo benessere
Variabilità alimentare, il segreto per il tuo benessere

La variabilità alimentare è un importantissimo strumento di benessere: variare i cibi è infatti un fattore essenziale per alimentarsi bene e sfruttare i benefici che la natura ci offre in materia alimentare.

Il BAFF è una molecola infiammatoria presente nel nostro sangue che tende ad aumentare di livello quando l’intestino viene sottoposto ad una cosiddetta “challenge alimentare”, ossia un carico alimentare di qualcosa che crea fastidio all’intestino.

L’innalzamento del livello del BAFF sembra essere connesso tra le altre, anche al rialzo delle immunoglobuline, che reagiscono nei confronti dei grandi gruppi alimentari, in base a quello che si mangia più di frequente.

Ecco perché anche solo un giorno settimanale di variabilità nutrizionale cambiando l’abitudine alimentare con uno “stacco” programmato, assume un importante significato. Per questo si parla con interesse e profitto di “diete di rotazione”: variare la dieta aiuta a far abbassare i livelli di BAFF e IgG presenti nel nostro sangue.

La variabilità è davvero semplice da mettere in pratica, ricordando che comunque è fondamentale mangiare sempre cose diverse e non semplicemente passare dal mangiare sempre un alimento al mangiarne sempre un altro.

Con una dieta equilibrata (con il giusto mix tra carboidrati a basso impatto glicemico, proteine e frutta o verdura cruda), il cosiddetto “piatto tripartito” (carboidrati, proteine, frutta e verdura cruda) concorre al raggiungimento degli elementi nutritivi fondamentali.

Secondo il gusto di ciascuno basterà usare a rotazione:

  • carboidrati: pasta integrale, riso integrale, polenta integrale, patate, grano saraceno, leguminose, verdura o frutta varia.
  • proteine: carne, pesce, uova, formaggi, semi oleosi, proteine in polvere.
  • frutta e verdura cruda di stagione: albicocche, pesche, melone, banane, insalata, finocchi, zucchine, carciofi, rape, carote, kiwi, cachi.

L’importante è ruotare tra le varie alternative disponibili per ottenere i risultati migliori.

Facciamo qualche esempio pratico:

  • Pasta integrale di frumento con abbondante ragù di carne (il ragù di carne contiene proteine e deve essere simile in volume alla pasta), il tutto associato ad esempio a una banana per concludere il pasto. Questo è un esempio semplice, senza lievito né latte (unica accortezza quella di non aggiungere il formaggio alla pasta con il ragù).
  • Riso integrale al vapore con pollo al curry (cotto con succo di arancia e spezie, senza aggiunta di olio) e insalata verde. Questa alternativa non contiene latte, lieviti, nichel o oli cotti né frumento o glutine.
  • Insalata di patate e polpo o tonno con maionese fatta in casa e la frutta preferita (ad esempio una mela o qualche kiwi) a conclusione. Anche questa alternativa non contiene latte, lieviti, nichel o oli cotti né frumento o glutine.
  • Frittata con fagioli e prosciutto cotto (fatta con uova, fagioli già cotti, e prosciutto cotto da aggiungere a fine cottura) e ad esempio una carota o una pesca a conclusione. Anche questa alternativa non contiene latte, lieviti, nichel (in realtà ce n’è un pochino nei fagioli) o oli cotti né frumento o glutine.

Le variazioni alimentari possibili sono molteplici ed è necessario solo un pizzico di fantasia per sperimentarle e apprezzarle tutte. Il benessere fisico sarà immediatamente riscontrabile. I primi riscontri potrebbero essere una riduzione del senso di gonfiore e la stanchezza che accompagna le persone che soffrono di infiammabilità intestinale.

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