Ragnarok, come incidono i cambiamenti climatici sul mondo

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Sono diverse le serie drammatiche che nell’ultimo periodo stanno venendo fuori attraverso piattaforme come Netflix e una di queste è Ragnarok pubblicata il 31 gennaio scorso.

Serie norvegese ideata da Adam Price che sceglie con coraggio di portare sugli schermi delle nostre TV temi forti come i cambiamenti climatici, l’inquinamento, la corruzione e le differenze sociali. Ognuna di queste tocca in primo piano il nostro Magne Seier interpretato da David Stakton, giovane ragazzo che si ritrova a dover cambiare vita a causa del trasferimento che la madre ha imposto a lui e suo fratello dopo la morte del loro amato padre.

La famiglia si trasferisce a Edda, una piccola località norvegese dove tra intrighi evidenti prove nascoste a un popolo per gran parte dormiente, il nostro Magne deve fare i conti con un vero e proprio stravolgimento interiore a causa, principalmente, di una ferita che lo segnerà per l’intera stagione. In queste prime sei puntate restiamo ammaliati anche dai volti di Fjor Jutul, Saxa Jutul, Vidar Jutul e Ran Jutul, la più ricca famiglia del paese e una delle più note nell’intera Norvegia, ma non sono dei semplici esseri umani perché, come la leggenda narra, queste persone non sono altri che giganti, i più grandi nemici degli Dei nordici. Ma allora chi è e dove è il nostro Thor?

La serie ci mostrerà proprio Magne che attraverso il contatto con una anziana signora, vedrà i poteri del Dio del Tuono travolgerlo e quindi dare vita a tutti gli effetti alla sua nuova vita e principale missione, quella che con molta probabilità lo ha portato a Edda. In effetti durante la serie non ci viene spiegato se, oltre alla morte del padre, troviamo anche altri motivi o semplici incroci del destino che hanno trasferito i tre nella piccola realtà.

Una realtà dove la gente si ammala e muore principalmente a causa delle acque inquinate (cosa mai provata a causa del potere degli Jutul), beni primari che le aziende Jutul infettano, circostanza che fanno alzare le orecchie a giovani rivoluzionari vogliosi di cambiare il mondo e lottare per il bene di questa terra. In effetti è una serie che si sposa perfettamente con il periodo attuale, tematiche che si avvicinano ai discorsi di Greta Thunberg e che quindi appoggiano alla grande il pensiero e il movimento degli ambientalisti.

Dal punto di vista cinematografico, belli i tagli paesaggistici con una fotografia davvero interessante, anche per la bellezza che i paesi come la Norvegia possiedono. Il cast, con evidenti difetti nei ruoli di secondo piano, fa la sua degna figura, ma l’intero storytelling inizia a bollire dal terzo episodio in poi quando noi tutti assistiamo alla furia rivoluzionaria di Magne che dovrà lottare duro e, ahimé, da solo, pur di dimostrare il vero e vendicare una persona a lui fin troppo cara. Ci riuscirà?

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