Perché Braithwaite al Barcellona è un caso pericoloso

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Il Barcellona ha presentato ieri Martin Braithwaite, attaccante proveniente dal Leganés e sostituto dell’infortunato Dembele: un acquisto arrivato grazie a una deroga della Federcalcio Spagnola che prevede la possibilità di acquisire un nuovo giocatore anche dopo la chiusura del mercato nel caso uno già presente in rosa abbia riscontrato un infortunio della durata di più di 5 mesi.

I blaugrana hanno dunque agito secondo regolamento, ma restano i dubbi sulla liceità dal punto di vista sportivo di una norma valida solo in Spagna e che pone interrogativi non di poco conto. Innanzitutto, restando in terra iberica, il vantaggio per le grandi squadre rispetto alle piccole è evidente: la chiamata del Barcellona è un treno che passa una volta sola, normale che Braithwaite abbia accettato la corte catalana, ma allo stesso tempo il Leganés non ha potuto nulla per via della clausola rescissoria, obbligatoria in Spagna, che ha tolto qualsiasi possibilità di trattativa o di fare muro di fronte alla cessione. Oltre il danno la beffa: al club madrileño è stata negata infatti la possibilità di sostituire il proprio ormai ex attaccante, capace di mantenere vive fino a oggi le speranze di salvezza grazie ai suoi 6 gol in 24 partite di Liga. 

La durata dell’infortunio come chiave per accedere alla deroga, valutato da una commissione medica esterna, pone un altro interrogativo: ogni giocatore ha tempi di recupero diversi, i cinque mesi dichiarati (o sei, come in questo caso) potrebbero cambiare in itinere come accade normalmente, ultimo esempio Chiellini con la Juventus.

L’acquisto del Barcellona ha anche dei risvolti sulla Champions League, pur se Braithwaite non potrà essere inserito nella lista per la maggiore competizione europea. Il suo arrivo permetterà, però, maggiori rotazioni al tecnico Setién che potrà così far riposare uno dei titolari in vista delle gare di coppa, al contrario ad esempio di Mourinho che non avrà questa possibilità dopo l’infortunio di Son. I blaugrana ricevono così un vantaggio che rappresenta un unicum nelle nazioni Uefa, andando contro il principio stesso della sportività e delle regole uguali per tutti.

La federazione europea da quanto filtra non sarebbe particolarmente felice, eufemismo, di questa regola esclusivamente spagnola che si ripercuote sulla regolarità non solo della Liga, ma anche in questo caso della Champions League: mentre il calcio del vecchio continente parla di unificazione, di Super Liga e di Fair Play – sul campo e finanziario – è bastato un acquisto normalmente di secondo piano a far saltare il banco. 

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