“Mayans Mc” è la serie tv per chi ha voglia di emozioni forti e crude

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Una volta che si entra a contatto con il mondo di Sons of Anarchy e del suo creatore, Kurt Sutter, è davvero difficile uscirne delusi. Questo concetto è valso lo scorso anno con la prima stagione di Mayans MC e continua ad esserlo ora con la season two delle avventure del gruppo di motociclisti amici/nemici dei SAMCRO.

Al termine della prima stagione ci siamo lasciati con il nostro protagonista, EZ che è riuscito a salvare il padre e ripulire la sua fedina penale, oltre che conquistare la fedeltà del club che più volte ha rischiato di tradire a causa delle richieste decisamente esigenti dell’agente Lincoln “Linc” Potter. Uno scenario così importante che riaccende una serie che nella sua prima parte stava subendo una flessione evidente rispetto alla precedente. A partire da questo ritorno si scaldano alcune piste che porteranno poi al finale bello e sconvolgente e a una Season Three tutta da gustarsi non appena disponibile.

Per quanto sia comprensibile trovarsi meno coinvolti rispetto ai sette anni con Sons of Anarchy, quello di Mayans M.C. resta un prodotto di tutto rispetto e continuerà ad esserlo nonostante l’addio di Kurt dopo esser stato licenziato da FX. Adesso il possesso della palla passa ad interim a Elgin James che avrà il doppio del carico sulle spalle e sarà chiamato a stupirci creando una terza parte emozionante. Ma quello che meglio dovrà fare sarà sfruttare al meglio il coinvolgimento dei SAMCRO che, per quanto sia un capitolo chiuso da circa cinque anni, è sempre il cavallo che traina l’intero prodotto. Sarà utile per aggiungere qualcosa anche ai personaggi, come per esempio quello di Miguel Galindo (interpretato da un sempre ottimo Danny Pino), ovvero il profilo che potrebbe sembrare di secondo piano e invece risulterà uno dei più “colpiti” dall’intero storytelling e quello dal quale mi aspetto grandi botti in vista del prossimo capitolo.

Se esiste un profilo capace di colpire e segnare un tragitto profondo, è quello di Bishop nonché il character che più mi ha stupito dimostrando con merito di indossare la toppa da Presidente, ruolo che ora ricopre al 100% senza nessun tipo di appoggio o consiglio da parte del suo mentore, Marcus Alvarez ora affiliato alla famiglia Galindo. Alla sua destra invece troviamo il Vicepresidente, l’uomo più fidato, quel Taza che ci lascerà letteralmente a bocca aperta creando uno status che mi ha ricordato i migliori momenti OMG di SOA. Con un percorso diverso arriviamo anche a Emily Galindo. No, non è Gemma Teller, non si avvicina minimamente a lei, ma è sicuramente una donna tanto importante quanto superba e nelle scene finali sarà così evidente che capirete le parole spese per Miguel, suo amato figlio.

L’avventura prosegue, quella di Kurt Sutter per ora è archiviata in vista di un nuovo capitolo (Prequel di SOA con i First 9 in arrivo?) mentre continua il lavoro di una crew eccezionale grazie alla quale ricordiamo con affetto e commozione il suo grande predecessore, quel SOA che ancora oggi resta un marchio capace di graffiare e segnarti profondamente.

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