La Stella sul cielo di Belgrado

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Siamo a Bari. E’ il 29 Maggio 1991. Darko Pancev, attaccante Jugoslavo, idolo della tifoseria slava, sta per tirare un rigore. Il Rigore. Siamo alla finale di Coppa Campioni. La Stella Rossa sta per scrivere una delle storie più belle del calcio.

La lotteria degli undici metri non è stata sempre fortunata con la Jugoslavia e le sue squadre. Solo poco tempo prima era stato un rigore ad eliminare la Stella Rossa dalla Coppa Campioni 1988 contro un blasonato Milan. E non era un Milan qualunque, era quello di Sacchi, degli immortali, quello della storia. L’Europa comincia a conoscere la squadra di Belgrado, comincia ad avere paura.

Andiamo avanti di due anni. Italia ’90. Jugoslavia – Argentina. Sarà sempre un rigore a cancellare la profezia. Di nuovo sarà la lotteria dei rigori a cancellare un possibile trionfo.

Ma non stavolta.

Torniamo alla stagione ‘90/’91. La Coppa Campioni è al suo ultimo anno a solo ‘Eliminazione Diretta’. Andata e Ritorno, non si può sbagliare (quasi) niente. Per i ragazzi di Petrovic la partenza è in salita. Pareggio in casa con un modestissimo Grasshopper, che verrà umiliato al ritorno con un sonoro 4-1. Prosinecki ne farà due, su rigore. E il biondo centrocampista fa il bis a Glasgow, contro i Rangers. 3-0 in trasferta e pratica chiusa. 

Niente sembra fermare la squadra di Belgrado che da tre pappine anche alla Dinamo Dresda. Prosinecki farà un altro capolavoro dei suoi, con Binic e Savicevic che accompagnano. Al ritorno, sul 2-1 per i Serbi con un delizioso gol di Pancev, la partita viene interrotta a causa delle proteste dei tifosi tedeschi. La UEFA non ci sta. 3-0 a tavoli e tutti a casa. Si vola ad affrontare il Bayern Monaco.

All’andata, i biancorossi sono in difficoltà, Wohlfarth porta in vantaggio i bavaresi con un pallonetto al bacio. Parte la rappresaglia della Stella Rossa. Sempre il biondo Prosinecki trova Binic che, a sua volta, l’appoggia a Pancev per il pareggio. Sarà lo stesso a Darko a deliziare Savicevic al 70’ con un gran pallone per il vantaggio. Qui le cose si fanno serie per la squadra di Belgrado.

Semifinale di ritorno. Il Marakana di Belgrado è vestito bene per una delle serate più importanti della storia calcistica. 25’ minuto. Punizione per la Stella Rossa. Tira un ragazzetto riccio. Sinisa Mihajlovic tira una fucilata che lascia secco il portiere. Il sogno è più vicino. La squadra di Petrovic va più volte vicino al raddoppio ma senza successo. Il gol ci sarà, ma sarà teutonico. Pareggio per il Bayern Monaco e di nuovo tutta Belgrado soffre.

Cambia l’inerzia del gioco: Cross di Effenberg che trova Benderper il 1-2. La Stella Rossa prova il tutto per tutto. Ultimo minuto di gioco: Mihajlovic crossa e trova Augenthalerche svirgola e lancia la palla. Quella palla però entrerà in porta per il pareggio, ma soprattutto alla finale di Coppa Campioni, a Bari.

Torniamo a quella serata di Maggio del 1991. Stella Rossa Belgrado contro L’Olympique Marsiglia. La partita sarà abbastanza noiosa, con le due squadre che non si smuovono molto ma cercano il controllo del gioco. Eccoci ai rigori. Siamo 4 a 3 per la squadra di Belgrado, dopo che Amoros ha tirato un rigore pietoso e ha regalato la parata a Stojanovic. La paura sale, perché i rigori son maledetti per gli slavi. 

E torniamo a Darko Pancev. Il numero 9 si guarda intorno e prende la rincorsa. Olmeta non riesce a parare, la Stella Rossa è campione d’Europa. Sarà un risultato molto importante per il movimento calcistico Slavo e per tutto il territorio balcanico. Sarà proprio nel ’91 che partirà la guerra che dividerà la Jugoslavia in vari stati tra cui Croazia, Slovenia, Bosnia-Erzegovina, Albania e Macedonia.

Un piccolo sussulto prima del grande buio, sperando di poter vedere nuove favole calcistiche simili in futuro.

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