Il nuraghe Domu Beccia, un gioiello dell’archeologia Sarda

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Foto: Nurnet - La Rete Dei Nuraghi
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Ai piedi dello splendido parco del monte Arci, dove, grazie ai giacimenti di ossidiana, è iniziata la sua storia, un paese ricco di storia si adagia in un tratto di pianura attraversato da vari torrenti, in parte coltivato e in parte ricoperto da macchia mediterranea.

Uras è una piccola cittadina della Sardegna che conta poco meno di tremila abitanti, collocata ai confini tra Campidano centrale e settentrionale, legata a tradizionali attività agricole, pastorali e tessili. 

Le origini di Uras possono essere fatte risalire al III millennio a.C., quando nell’Isola si sviluppava la cultura prenuragica. In località Roja Cannas, alle falde del monte Arci, è stato individuato il maggiore tra i giacimenti di ossidiana attivi nel Neolitico: Uras svolgeva un ruolo di rilievo nel commercio di manufatti del prezioso minerale. Il territorio fu densamente abitato in età nuragica: ci troverai 22 torri megalitiche, due tombe di Giganti e il gigantesco nuraghe complesso sa Domu Beccia, a circa 800 metri dal paese, databile tra XV e XI secolo a.C.

Foto: Nurnet – La Rete Dei Nuraghi

La fortezza nuragica è un imponente edificio pentalobato in basalto, costruito in tecnica “poliedrica”, con blocchi di basalto appena sbozzati. È costituito da un bastione triangolare (a tre torri), che racchiude il mastio e un cortile, e da un antemurale di pianta ettagonale, con sei torri di diametro fra cinque e sei metri. A sud del complesso, si estende un vasto villaggio: 150 capanne circolari ben conservate.

Sul lato nord, si individua il profilo di una Tomba dei Giganti, monumenti funebri tipici della cultura nuragica e prenuragica.

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