“Messiah”, una serie vincente e ispirante sul mondo odierno

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Immaginiamo per un istante che un nuovo Messia giunga sulla nostra terra e nei nostri giorni. Come affrontereste la cosa? Sicuramente in molti di voi si baseranno sul loro credo e, in base ad esso, tireranno fuori un idea pronta da lanciare sui propri profili social con post, stories e quant’altro. A gennaio di quest’anno, Netflix ha tirato fuori un asso nella manica che forse si potrebbe definire una patata bollente a causa del suo fulcro sempre affascinante quanto complicato da gestire.

Messiah” è una serie di otto episodi letteralmente sensazionale e che mostra il mondo odierno, con le tecnologie, i problemi sociali, le guerre, le mentalità, i comportamenti della massa, tutto questo viene messo di fronte alla venuta del nuovo Gesù Cristo. Qualcuno si farà una risata, qualcuno guarderà con attenzione il tutto e altri ancora di sicuro criticheranno la cosa (già avvenuto da molteplici fronti politiche e religiose dell’est, come prevedibile) eppure credetemi, è un prodotto così affascinante che chiunque potrebbe trovarsi pronto a nuotare fino alla sua conclusione.

Chiariamoci non ho intenzione di farvi spoiler, ma con la visione capirete da voi come il tutto possa concludersi e allora arriva lecito chiedersi se ci sarà un continuo o se tutto dovrà finire lì. In attesa di risposte ufficiali dalla stessa Netflix, per ora ci godiamo le ottime interpretazioni di Michelle Monaghan (sono poche le attrici drammatiche brave come lei nell’intero panorama cinematografico) e Mehdi Dehbi, quest’ultimo attore nato i in quel di Liegi nel 1985 e già visto in due pellicole interessanti come La Spia (2014) e Attacco al Potere 2 (2016). Ebbene proprio quella di Mehdi è stata la prestazione top fra tutte, cosa non propriamente semplice nel momento in cui ti ritrovi a vestire i panni del nuovo Messia.

Dal più fedele al meno, ogni religione, ogni Nazione, una quantità infinita di persone seguirà le parole e le gesta di Payan Golshiri “Al-Massih”, cosa che ovviamente porterà a una lunga serie di scenari di buon auspicio, ma anche tremendamente dolorosi. La bravura della produzione (Michael Petroni) sta proprio nella capacità di creare quel phatos e riportare in vita emozioni e sensazioni vissute già secoli e secoli fa proprio con la venuta di Gesù Cristo.

Ora vi chiedo, voi credete? Voi pensate che qualcosa del genere sia già successo e che potrebbe ripetersi prima o poi sulla nostra terra? Dal canto mio posso dirvi che, per quanto tale argomento creerà sempre opinioni discordanti, questa serie vi farà sorgere qualche dubbio e allo stesso tempo vi lascerà alcune certezze e sicuramente vi troverete tanto sorpresi quanto soddisfatti di come sia possibile tirar fuori un capolavoro anche con argomenti delicati e letteralmente difficili da gestire. La regia di James McTeigue e Kate Woods, l’idea iniziale di Michael Petroni, la fotografia di Danny Ruhlmann e le musiche di Johnny Klimek e Gabriel Mounsey; tutti nomi capaci di esporre le loro qualità e la loro esperienza nel cinema.

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