SF1000, la Ferrari dei mille Gran Premi

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Presentata a Reggio Emilia (in onore del Tricolore) la nuova monoposto Ferrari per il Mondiale F1 2020. Che, riprendendo elementi della sua tradizione, guarderà all’immediato futuro nel tentivo di riportare a Maranello quei titoli iridati assenti da tanto, troppo tempo.

Il colore rosso è quello (versione opaco) della scorsa stagione. Ma quello che a Maranello si augurano è che in pista, questa SF1000, sia “a tinte belle vivaci”.
Con queste premesse la nuova Ferrari per la stagione 2020 si mostra a stampa e tifosi (ed avversari), celebrando nel suo nome il millesimo Gran Premio, che la Scuderia affronterà nel corso della stagione.

Evoluzione ragionata

A prima vista, esternamente la vettura sembra diretta evoluzione, senza stravolgimenti, della SF90 della scorsa stagione. Ciò che più balza all’occhio è la rastremazione della parte superiore delle fiancate, esasperando quel concetto delle bocche d’ingresso dei radiatori ridotte “inventato” dalla Ferrari stessa nel 2017. Anche il retrotreno sembra estremamente “snello”, il linea con i concetti aerodinamici espressi anche dagli altri team (Mercedes e Red Bull in particolare).

Le novità sono “sotto pelle”

Ma le più grosse novità dovrebbero essere quelle non visibili, “celate” dalla filante carrozzeria in carbonio.
All’anteriore ci sarà il nuovo sistema sospensivo con terzo elemento d’ammortizzazione a controllo idraulico. Infatti, una delle maggiori criticità della Ferrari nella scorsa stagione era, oltre all’avere un carico aerodinamico (la “forza” che si genera dalle ali e dal corpo vettura, fondamentale per “incollare” la monoposto al suolo in curva) inferiore rispetto a quello delle principali vetture rivali, anche quella di non riuscire a sfruttare al meglio (portandole nella giusta temperatura d’esercizio) le gomme Pirelli, specialmente all’anteriore, generando così un comportamento sottosterzante (il “muso” della vettura tende ad allargare perdendo aderenza), ancor più accentuato nelle curve lente. A migliorare il comportamento in curva della SF1000 contribuirà anche una lieve riduzione del passo (distanza d’interasse tra ruote anteriori e posteriori.

Anche i “cavallini” del motore sono mille!


Il motore (anzi, Power Unit come viene chiamato nella moderna F1, essendo ibrido elettrico-termico), vero punto di forza dello scorso campionato (con una potenza dell’ordine dei 1000 cavalli!), punterà a migliorare l’affidabilità (talvolta critica) mantenendo un vantaggio prestazionale rispetto ai competitors Mercedes e Honda (che equipaggia Red Bull).

A breve in pista a Barcellona

A breve la Ferrari SF1000 sarà già in pista. Infatti sono in programma sei giornate di test collettivi (“spalmati” su due settimane, 19-21 e 26-28 Febbraio) in cui la nuova “creatura”Made in Maranello saggerà le sue doti al cospetto delle temibili Mercedes (detentrice dei titoli iridati Piloti e Costruttori ininterrottamente dal 2014) e Red Bull. Iprimi tre giorni saranno destinati alla verifica della “bontà” del progetto, mentre nei restanti vedremo già montate sulla monoposto le prime evoluzioni (in particolare alettoni “affinati” e nuove parti aerodinamiche), in modo da farsi trovare pronti per il primo appuntamento della stagione, quello in Australia in programma il 15 Marzo in Australia, sul tracciato cittadino di Melbourne.

Per scoprire se l’appuntamento con la storia (e con il suo prossimo millesimo Gp) della Rossa più amata dagli italiani sarà “tutto da ricordare”. In positivo.

Di Giuseppe Saba (Twitter@saba_giuseppe )

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