Sex Education 2, i sentimenti sono difficili da toccare

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Se la prima stagione si era conclusa con una certezza, ovvero Meave innamorata di Otis (e finalmente!) che però sceglie di impegnarsi con un’altra ragazza, la seconda ci lascia con un grande punto interrogativo unito a un pizzico di rabbia giustificata, ma che a tratti ci fa sentire dei mascalzoni.

La seconda parte di Sex Education, diretta da Kate Herron e Ben Taylor, sviluppa ogni character alla perfezione dandogli loro la giusta profondità. Ci si può accorgere di come Eric, Adam e Rahim (che vivono il tema dell’omosessualità) siano parte integrante del concetto di sviluppo e profondità; stessa cosa valida per la madre di Otis, la bellissima Jean Milburn interpretata da una stratosferica Gillian Anderson.

L’esperta di sesso vive un quotidiano rapporto di amore/odio con il figlio pur essendo sempre pronta ad aprirsi con lui nei momenti opportuni, e capisce che l’amore può ancora esserci, ma per arrivarci dovrà essere pronta a lottare con le unghie e con i denti di fronte al vero “Villain” di questa stagione, il Preside Groff.

Attrici del suo calibro arricchiscono un cast che con il tempo si sta dimostrando seriamente di alto livello, come il profilo di Meave vestito da Emma Mackey che si sta facendo un nome ben più che gradito in quel di Hollywood. Per la prima volta si trova a fare i conti con i suoi sentimenti sia per l’amore indiscutibile che prova per Otis, ma anche per il ritorno di sua madre per la quale si chiede se sia pronta o meno a concederle una seconda opportunità. In verità questa seconda opportunità è anche ciò che la studentessa cerca per se stessa, dato che vuole a tutti i costi tornare a studiare nel suo amato liceo (da cui il Preside Groff la cacciò nei momenti finali della season one).

I sentimenti sono sempre difficili da toccare così bene davanti a un mucchio di adolescenti col testosterone a mille, ma accade anche questo. Una serie che presenta cuori spezzati, amori infranti e altri che camminano sul filo del rasoio, circostanze familiari malsane e altre sulla via del recupero, la pressione dei genitori su questi ragazzi o quella dei dirigenti scolastici con qualche segreto pronto a venir fuori. Probabilmente non esiste pacchetto migliore di Sex Education per racchiudere tutte queste tematiche: una serie moderna consapevole del suo potenziale e quindi di farci provare una sensazioni miste come solo pochi capolavori del passato sono riusciti a fare.

La storia di Otis ci rende un po’ tutti il pubblico da stadio pronto a fare il tifo per la squadra del cuore, perché in fin dei conti gira tutto intorno a lui e per quanto sia sbadato e ingenuo, con questa season two iniziamo seriamente a voler bene a questo ragazzo che forse, da lontano o da vicino, ci somiglia quanto basta.

Otto episodi che scorrono a meraviglia fino al suo finale in cui la domanda è: “E adesso?! No dai vi prego, ditemi che non è finita… datemi immediatamente la terza stagione“. Per questo l’attendiamo con trepidazione.

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