Oscar da leggenda a Los Angeles

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Dopo una notte degli Oscar da leggenda, eccoci qui con una breve analisi della cerimonia. Non ci concentreremo sui premi tecnici ma su quelli più importanti: sceneggiatura, regia, attori non protagonisti e protagonisti, colonna sonora, regia, miglior film d’animazione, miglior film internazionale e miglior film.

Miglior sceneggiatura originale

Vincitore: Parasite

Personalmente, non mi sarei mai aspettato nulla del genere. Per quanto Parasite fosse uno dei candidati più tangibili, molti pensavano che l’Oscar potesse andare a Tarantino che, di solito, in questa categoria vince quasi sempre, provate a vedere la sua autobiografia per credere. In ogni caso, vittoria meritatissima per Parasite di Bong Joon-ho che ieri sera ha fatto incetta di premi.

Miglior sceneggiatura non originale

Vincitore: Jojo Rabbit

Per quanto non ami Taika Waititi, il suo Jojo Rabbit è stata la sorpresa più piacevole dell’intera stagione, oscillando clamorosamente tra commedia e tragedia. Niente da fare per il sopravvalutatissimo piccole donne della Gerwig e un peccato per Joker di Todd Phillips e Scott Silver, i veri sconfitti della serata.

Miglior film internazionale

Vincitore: Parasite

Secondo premio della serata per Bong Joon-ho che soffia la statuetta a uno dei film più belli e personali di Pedro Almodóvar. L’Academy, inoltre, ci ha anche beffati facendo consegnare il premio proprio a una delle muse del regista spagnolo: Penelope Cruz. In ogni caso, sarebbe stato assurdo premiare lo spagnolo e poi premiare Bong Joon-ho con il premio al miglior film.

Miglior film d’animazione

Vincitore: Toy Story 4

Qui, a mio avviso, si consuma la vera e propria tragedia della serata. Tra tutti i film, Toy Story 4 è sicuramente il più fiacco e monocorde. Klaus arrivava alla cerimonia forte della vittoria agli Emmy e avrebbe sicuramente meritato la statuetta più ambita. Ma anche Dov’è il mio corpo? e Missing Link erano decisamente più interessanti di Toy Story 4.

Migliore colonna sonora

Vincitrice: Hildur Guðnadóttir – Joker

Questa era una delle categorie più difficili da azzeccare nei pronostici. A parte la Guðnadóttir, con tutto il rispetto per lei, gli altri erano tutti mostri sacri del business già vincitori di premi Oscar. In ogni caso, la vittoria di Joker è arrivata in seguito a quella degli Emmy e non posso che trovarmi d’accordo. Peccato per John Williams, alla sua ultima partecipazione in un film di Star Wars, che tante soddisfazioni gli aveva già dato in passato.

Migliore attrice non protagonista

Vincitore: Laura Dern

Indicato nei miei pronostici in tempi non sospetti, Laura Dern si aggiudica la vittoria contro altre due attrici molto papabili: la Johansson (candidata anche per il ruolo come miglior attrice protagonista) e Kathy Bates. In ogni caso, anche qui la Dern si conferma dopo la vittoria agli Emmy.

Migliore attore non protagonista

Vincitore: Brad Pitt

Finalmente un Oscar a Brad Pitt. Nonostante, anche qui, la presenza di altri quattro papabili vincitori, a spuntarla è l’attore di Once Upon a Time… in Hollywood che, un po’ a sorpresa, si aggiudica un solo Oscar in tutta la serata. Scelta ottima da parte dell’Academy per un Brad Pitt molto spesso sottovalutato dalla critica. Intanto tripletta per Pitt che si aggiudica Oscar, BAFTA ed Emmy.

Migliore attrice protagonista

Vincitrice: Renée Zellweger

Qui, onestamente, non c’era storia. Tutti i pronostici della vigilia davano la Zellweger come vincitrice certa del premio. E in effetti, confrontando le interpretazioni delle rivali, non poteva che essere così. Anche per lei, Oscar dopo l’Emmy.

Migliore attore protagonista

Vincitore: Joaquin Phoenix

Per un attimo ho temuto il peggio. Che, dopo una serata passata ad annuire per le scelte dell’Academy, potesse perdere il mio beniamino e l’Oscar, a mio avviso, più sacrosanto dell’intera cerimonia: quello a Phoenix. Un ruolo, quello di Arthur Fleck/Joker, che gli è costato sangue, sudore e lacrime, anche viste le difficoltà sul set con il regista e con il resto della troupe. Anche Banderas sarebbe stata una scelta comprensibile, o Adam Driver. Più staccati Pryce e DiCaprio.

Migliore regia

Vincitore: Bong Joon-ho

Terza statuetta per il regista sudcoreano che centra una storica tripletta. Bong Joon-ho si ripresenta sul palco chiaramente emozionato e senza parole e ringrazia Martin Scorsese e Quentin Tarantino, il primo per alcune sue parole studiate a scuola di cinema (facendo scattare così la standing ovation del pubblico) e il secondo perché lo ha spesso indicato nelle sue classifiche sui migliori film dell’anno. La mia paura era che la statuetta potesse andare al falso piano sequenza di Sam Mendes, di solito queste cose fanno impazzire l’Academy, ma per fortuna non è andata così. Peccato anche per Tarantino, grande sconfitto, insieme a Todd Phillips, della serata.

Miglior film

Vincitore: Parasite

E quattro. Per la prima volta nella storia, Bong Joon-ho riesce nell’impresa di vincere sceneggiatura, regia, film internazionale e miglior film contemporaneamente. Per non parlare del fatto che mai prima un film non in lingua inglese avesse mai vinto il premio al miglior film. Quella di Bong Joon-ho è la vera e propria consacrazione di un regista spesso sottovalutato che già aveva diretto piccoli gioielli come Memories of Murder e Snowpiercer. Scelta coraggiosa, questa dell’Academy, ma che premia indubbiamente il miglior film dell’anno a insindacabile giudizio.

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